Fare sport accresce le capacità olfattive

Fare sport accresce le capacità olfattivLo rivela uno studio condotto dal Cnr-Ibcn in collaborazione con il laboratorio di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia e con la Fondazione Ebri, secondo il quale il movimento, ovvero fare sport, attiva cellule staminali neurali, aumentando il numero di neuroni maturi che partecipano ai processi olfattivi.

Nel cervello adulto dei mammiferi esistono aree in cui si originano nuovi neuroni a partire da cellule staminali neurali. Una di queste è denominata zona sottoventricolare (Svz) e rappresenta la principale fonte di nuovi neuroni del cervello dei topi adulti. Uno studio condotto dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibcn) ha individuato il processo che porta alla formazione di neuroni olfattivi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Molecular Neurobiology. (1)

“All’interno della Svz, le cellule staminali dormienti vengono attivate da stimoli interni o esterni e cominciano un percorso di espansione e maturazione fino a diventare neuroni maturi che migrano in direzione del bulbo olfattivo, dove partecipano attivamente ai processi olfattivi”, spiega Stefano Farioli Vecchioli del Cnr-Icbn. “Nel nostro laboratorio abbiamo scoperto che lo spegnimento, tramite ingegneria genetica, del gene anti-proliferativo p21 innesca uno straordinario aumento della risposta delle cellule staminali neurali quiescenti all’azione svolta dall’attività fisica, che favorisce la generazione di nuovi neuroni (proneurogenica). Ciò si traduce in un aumento dell’attivazione e della velocità di proliferazione delle cellule staminali e in un incremento del numero di nuovi neuroni attivi all’interno del bulbo olfattivo. Infine, le nostre osservazioni sul modello murino hanno stabilito che i soggetti provvisti di un numero superiore di nuovi neuroni all’interno del bulbo olfattivo sono dotati di una sensibilità e di una memoria olfattiva molto superiore rispetto a quelle registrate negli esemplari di controllo”.

Lo studio è importante perché dimostra come l’attività fisica sia in grado di innescare l’espansione delle cellule staminali nervose adulte capaci, a loro volta, di aumentare la sensibilità olfattiva degli animali. “Un risultato analogo è stato raggiunto recentemente anche da una ricerca realizzata dall’Università di Dresda (Bragado-Alonso S. et al EMBO J, 2019), partita da un approccio sperimentale differente e ciò avvalora la nostra ipotesi di una stretta connessione fra l’espansione delle cellule staminali adulte e il miglioramento delle capacità olfattive dei modelli murini”, conclude il ricercatore. “Nonostante la neurogenesi sottoventricolare sia un processo che nell’uomo termina nel corso dei primi anni di vita, riteniamo che il nostro studio possa fornire un contributo importante nell’ampio campo di ricerca inerente alle strategie terapeutiche basate sulle cellule staminali neurali, aprendo nuove prospettive nell’utilizzo delle cellule staminali attivate dalla corsa per prevenire l’invecchiamento cerebrale e per contrastare l’insorgenza di patologie neurodegenerative che colpiscono l’integrità strutturale e funzionale dell’area dell’ippocampo”.

La ricerca è stata svolta in collaborazione con il laboratorio di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia e con Raffaella Scardigli della Fondazione Ebri.

Riferimenti:

(1)Running-Activated Neural Stem Cells Enhance Subventricular Neurogenesis and Improve Olfactory Behavior in p21 Knockout Mice  –  http://www.ecplanet.com

Scheda

Che cosa: studio dimostra che l’attività fisica attiva l’espansione di cellule staminali in grado di aumentare la sensibilità olfattiva in modelli murini.

Chi: Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Cnr, Fondazione Santa Lucia, Fondazione Ebri

Per informazioni:

Ufficio Stampa Cnr e-mail: ufficiostampa@cnr.it

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Calcio, non più questione di famiglia: la storia dei nuovi ricchi

Calciatori

Come è cambiata la gestione delle società negli ultimi decenni?

Il miliardo per Beppe Savoldi, Quaresma pagato più di Ronaldo ed i 100 milioni per Bale. Questo, in brevissima sintesi, quanto accaduto negli ultimi decenni. L’economia mondiale del calcio è completamente mutata, sia sul piano dirigenziale che finanziario. La gestione di un tempo, a conduzione familiare e guidata da ricchi proprietari legati (sentimentalmente o geograficamente) alla società acquisita è ormai un lontanissimo ricordo, conclusosi forse per sempre con cerchio chiuso dalla cessione del Milan ai cinesi da parte di Silvio Berlusconi.

Dalle grandi famiglie italiane agli emiri

Quattro anni prima era stata la volta di Moratti e quell’Inter che è stata di proprietà della famiglia, Angelo prima e Massimo poi, per svariati decenni fra miliardi consumati e successi internazionali raccolti. L’ultimo anello di congiunzione rimasto fra passato e futuro è ancora legato al ponte degli Agnelli, una permanenza che dura da praticamente un secolo, fra tanti successi e pochi fallimenti.

La politica economica del pallone ha ormai preso un’altra strada, quella di emiri, sceicchi e magnati. Club senza alcuna storia oggi rappresentano gli unici indirizzi di destinazione dei maggiori club del mondo: Chelsea, Manchester City e Psg alcuni degli esempi lampanti. Tutto ciò ha sbattuto l’Italia fuori dalle vetrine sulla via principale del vecchio Continente, con la possibilità (forse) solo con l’arrivo di Suning all’Inter di riacquisire un potere economico all’altezza, in attesa di constatare l’affidabilità dei nuovi responsabili della società rossonera.

Il modello Juventus e l’approdo dei cinesi nel grande calcio

Grazie alla Juventus l’ultima sessione di mercato l’Italia ha riportato nella top 11 dei trasferimenti più costosi ben due giocatori: Higuain in entrata e Pogba in uscita. Suning ha speso oltre 120 milioni di euro, mentre il Napoli ha reinvestito quasi totalmente i 94 milioni incassati dalla cessione del bomber argentino. Il più grande cambiamento deve però guardare ben oltre i confini europei, più precisamente in Cina. Non più giocatori a fine carriera o di secondo piano, campioni affermati attratti da valanghe di milioni annui disposti a sacrificare la propria carriera in nome di un richiamo economico obiettivamente attrattivo.

I fattori da sempre cardini del calciomercato sono quelli anagrafici, l’età media dei trasferimenti più costosi è dai 23 a 27 anni ed il ruolo: di gran lunga gli attaccanti stimolano i Presidenti a sborsare il maggior numero di assegni, seguono trequartisti e difensori centrali.

L’Italia negli anni ‘80 e ’90 non ha avuto rivali nell’acquisto dei maggiori giocatori del momento, da Maradona ai tedeschi dell’Inter fino agli olandesi del Milan. L’eccezionalità tutta italiana rendeva unico il nostro Belpaese per la capacità di attrarre top player non con le solite note, ma anche con club dalle grandi proprietà quali Parma e Lazio.

Individuare i prossimi centenari acquisti non è complicato, stando al trend degli ultimi anni. Neymar, Mbappe, Aubameyang, Kane e Lukaku sono solo alcuni dei nomi sul taccuino dorato dei grandi proprietari europei. Sempre in attesa che arrivi la grande svolta e che uno di loro possa sposare il “progetto cinese” facendo dell’Asia il nuovo paradiso del football.

Fonte: sports.bwin.it   http://www.ecplanet.com

Con 4,5 miliardi di euro la Fifa sarà la più felice di tutti

Già dal fischio d’inizio la Fifa si è sfregata le mani. L’organizzazione della Coppa del Mondo ha già preventivato, infatti, che la ventesima edizione dei mondiali di calcio sarà la più proficua delle storia.

Nonostante le proteste e le manifestazioni contro un evento che lo Stato carioca ha messo davanti a ogni priorità ed esigenza del Paese, con sostanziali difficoltà sociali, i mondiali di quest’anno porteranno nelle casse della Fifa circa 4,5 miliardi di euro. Del resto i biglietti per assistere agli incontri sono stati venduti quasi tutti e l’affluenza la si è già potuta notare con la partita d’apertura Brasile – Croazia che mostrava un Maracanà gremito di spettatori.

Tuttavia gli introiti non derivano tanto dall’affluenza sugli spalti, quanto dai diritti televisivi che rappresentano la bellezza del 60% del totale, seguiti dal contributo di sponsor, marketing e merchandising che garantiranno circa un miliardo.

Come confermato in occasione del 64° congresso, la Fifa non può certo lamentarsi del suo giro d’affari chiudendo il 2013 con utili per 53 milioni e ricavi da un miliardo. Anche le federazioni affiliate, 209 per la precisione, potranno beneficiare dei mondiali brasiliani dato che rispetto alla World Cup del Sudafrica di quattro anni fa sarebbero stati stanziati bonus superiori del 40%. Nello specifico, come scrive “Il Sole 24 Ore”,ciascuna federazione riceverà 750 mila dollari.

Non mancheranno ricchi premi e cadeaux. Oltre alla gloria negli annali, i futuri vincitori riceveranno una ricompensa di 25,7 milioni di dollari, i secondi 18,4 milioni, i terzi 16,2 milioni. Sostanziosa consolazione anche per le squadre fuori podio: per il quarto posto sono previsti 14,7 milioni, 10,3 milioni per chi arriva ai quarti di finale, 6,6 milioni per la qualificazione agli ottavi, 5,9 milioni per la qualificazione alla fase a gironi.

Per ospitare il maxi evento, il Brasile ha dovuto impegnarsi in non pochi investimenti, scatenando l’ira di una popolazione assai eterogenea e costituita da super ricchi, ma allo stesso tempo da super poveri costretti a vivere nelle favelas. Il governo ha dovuto investire circa dieci miliardi di euro per costruire gli impianti sportivi e per le conseguenti opere di messa in sicurezza. Solo per gli stadi l’importo speso è stato di oltre 2,5 miliardi, sforando di non poco il budget inizialmente preventivato.

Tornando alla Fédération Internationale de Football Association, per il triennio 2015-2018 il fatturato previsto è di circa 3,7 miliardi di euro. Ciò dimostra come un mercato come il calcio non conosca crisi, anzi incrementi il suo business di anno in anno. Una vera e propria finanza del calcio, una macchina da soldi costituita da società, quotazioni, fondi d’investimento e un mercato dei giocatori che sembra non volersi mai accontentare.

Fonte: ticinofinanza.ch fonte ecplanet.com