Le proprietà nutritive e curative delle carote

La pianta della carota, originaria del nostro continente, appartiene alla famiglia delle Ombrellifere.

La coltivazione della carota viene effettuata principalmente le proprietà nutritive e curative della sua radice. Diverse sono le sue varietà e quindi le sue dimensioni, forme e colori. La parte che si utilizza per scopi alimentari si chiama ‘fittone’.

Questo ortaggio molto apprezzato, in quanto lo si può acquistare tutto l’anno, è ricco di provitamina A (carotene), di vitamine B1 B2 e C, zuccheri, grande varietà di sali, pecrina (astringente), asparagina e daucina (diuretici).

Le carote hanno proprietà antiossidanti e quindi sono utilissime nella prevenzione delle patologie tumorali in quanto contengono una sostanza anticancerogena, il “falcarinolo”. Esse fortificano il sistema immunitario e proteggono le arterie.

Il Journal of Agricoltural and Food Chemistry ha pubblicato uno studio in cui si accenna che: “per difendersi dai tumori basta una carota al giorno”. Le carote sono indicate per tutti coloro che hanno disturbi patologici agli occhi, favorisce la longevità e la visione crepuscolare.

La carota può essere consumata cruda oppure tramite una breve cottura. Il betacarotene sopporta il calore e non viene distrutto da una breve cottura che, anzi, facilita l’assimilazione da parte dell’apparato digerente.

Il succo di carote fresche rappresenta l’assunzione ideale, tuttavia uno spuntino a base di carote crude, magari aggiunte ad un piatto contenente altri alimenti crudi, va anche bene. Ottime sono anche le carote lessate e condite con olio d’oliva extravergine ed erbe aromatiche.

E bene ricordare che dopo la cottura le carote non vanno assolutamente lasciate a temperatura ambiente in quanto potrebbero formarsi sostanze nocive dannose per il nostro organismo.

Foto di WerbeFabrik   http://www.ecplanet.com

Le proteine vegetali

 

VerdureLe proteine vegetali sono molto importanti nella dieta. Prima di tutto perché sono una valida alternativa alle proteine di origine animale e poi perché, conoscerle, ci permette di seguire una dieta equilibrata con poca o anche senza carne. Inoltre, è importante per evitare alcuni problemi di salute, come l’innalzamento del colesterolo. Via libera quindi a legumi, frutta secca, semi oleaginosi e ortaggi.

Ma quali?

I legumi costituiscono la fonte primaria di proteine: il contenuto medio di proteine di 100 g di legumi secchi non ha infatti nulla da invidiare al contenuto medio in proteine di 100 g di carne cruda. Consumate quindi:

  • Fagioli
  • Lenticchie
  • Ceci
  • Cicerchie
  • Fagiolini
  • Fave
  • Lupini
  • Piselli (secchi, quelli congelati rientrano nei carboidrati)

Frutta secca e semi oleaginosi

  • anacardi
  • arachidi
  • mandorle
  • nocciole
  • noci
  • noci del brasile
  • noci pecan
  • pinoli
  • pistacchi

Semi oleaginosi

  • girasole
  • lino
  • sesamo
  • zucca
  • canapa
  • chia

Altre fonti sono la soia, da cui si ottiene il tofu, il tempeh, e il seitan, prodotto iperproteico derivato dai cereali. Importante anche la quinoa, cereale che cotto contiene 4,4 grammi di proteine. Non dimentichiamo poi l’alga spirulina, che si può acquistare essiccata, in polvere o come integratore. Ottimi anche gli spinaci il cui 30% del contenuto nutrizionale a crudo è formato da proteine.

Ortaggi

  • Spinaci
  • Broccolo
  • Cavolo
  • Cavolini di Bruxelles

Non dimenticate poi ogni tanto di consumare l’avocado, che contiene circa 4,4 grammi di proteine per frutto oltre ai grassi buoni che combattono il colesterolo. È una fonte importante anche il cacao amaro, che contiene invece ben 20 g di proteine, pertanto è da considerare una delle migliori fonti vegetali di proteine.

Fonte: dietaland.com                      www.ecplanet.com

Prevenire il colesterolo alto con i fitosteroli

Prevenire il colesterolo alto con i fitosteroliOli, frutta secca e ortaggi interferiscono a livello intestinale per tenere le arterie pulite

In questi ultimi anni sta diventando sempre più evidente che, accanto agli alimenti che possono aumentare i livelli di colesterolo nel sangue, ne esistono altri che avrebbero un ruolo protettivo.

Fra questi, i fitosteroli, sostanze di origine vegetale con struttura simile al colesterolo, di cui sono ricchi soprattutto gli oli vegetali e la frutta a guscio, seguiti dai cereali da alcuni tipi di ortaggi e frutta come cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolfiori, olive verdi e nere, frutti della passione.

Che il contenuto in fitosteroli della dieta meriti attenzione lo conferma un recente studio condotto in Spagna su 85 adulti sani e pubblicato on line su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases.

In questa ricerca si è visto che all’aumentare dei fitosteroli introdotti con la dieta si riduceva l’assorbimento del colesterolo da parte dell’intestino e diminuiva in particolare il livello di colesterolo LDL (“cattivo”) nel sangue. «La convinzione che i fitosteroli riducano l’assorbimento del colesterolo e la colesterolemia è ampiamente condivisa dalla comunità scientifica — commenta Adriana Branchi, responsabile del Centro studio e prevenzione dell’aterosclerosi della Fondazione Policlinico di Milano.— Ma se l’apporto di fitosteroli è basso, come quello abituale della popolazione occidentale circa 200-300 mg al giorno), l’effetto è però veramente modesto.

Nello studio citato, la quantità di fitosteroli era molto più alta (circa il doppio) e per poter raggiungere questi livelli, la scelta degli alimenti deve essere particolarmente accurata. E se si vogliono ottenere cali decisamente significativi del colesterolo si devono assumere quantità di fitosteroli ancora maggiori, almeno 2 grammi al giorno. Con queste dosi, il colesterolo scende anche del 10-15%».

«Aumentare il consumo di alimenti ricchi in fitosteroli è consigliabile — aggiunge Domenico Sommariva, vicepresidente della sezione lombarda della Società italiana per lo studio dell’arteriosclerosi — anche perché la maggior parte di questi alimenti, come gli oli, i semi, la frutta secca a guscio, sono ricchi pure di grassi mono e polinsaturi che contribuiscono a ridurre la colesterolemia, soprattutto quando vanno a sostituire altri grassi.

Tuttavia, se questo può essere un accorgimento alimentare utile per tenere sotto controllo il colesterolo nella popolazione in generale, quando ci sono problemi di ipercolesterolemia, o di malattia arteriosclerotica, alle modifiche dietetiche è quasi sempre necessario associare farmaci ipocolesterolemizzanti».

Autrice: Carla Favaro / Fonte: www.corriere.it  www.ecplanet.com