Non comprate olio d’oliva a 3€ ! sono miscele di olii ! guardate i video

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Spesso non è olio d’oliva, spesso nelle navi che trasportano l’olio ci trasportano di tutto, anche idrocarburi, spesso ci mettono olio tagliato con altre schifezze o proviene dalle raffinerie dell’olio e se arriva in Italia dalla Tunisia passando per la Spagna diventa olio comunitario.

“È incredibile che il lampante, cioè un olio che non è neanche commestibile, viene importato in quantità enormi dalle aziende di olio italiane arriva Italia, il cui scopo non è dichiarato ma verrà miscelato e posto sullo scaffale dei supermercati.

I produttori non riescono a competere con questi prezzi bassi del finto olio di extravergine di oliva, perciò molti vendono all’estero a giapponesi o americani, invece quelli che non riescono abbandonano gli uliveti. Una bottiglia da 10€ a litro non può competere con quella da 2,5€, ma bisogna sapere quello che c’è dentro!

L’olio extravergine di oliva si può fare “anche” con le olive, ma non solo. In commercio, in alcuni casi, di olio extravergine di oliva non vi è nemmeno l’ombra. Tant’è che l’olio extravergine di oliva risulta ai primi posti della classifica dei prodotti più contraffatti.

In Tutti i Frantoi c’è un contenitore, in gergo chiamato “l’inferno”, usato per metterci l’olio cattivo, chiamato lampante, perché era usato in passato per lampade a petrolio. Oggi è richiestissimo dalle grandi industrie alimentari, poiché dopo rettifica chimica, opportunamente miscelato con oli extravergine di oliva di qualità, viene venduto come olio di oliva.

L’olio difettoso può essere bonificato con la raffinazione e la deodorazione. Poi può essere ricostituito e sofisticato in tutti i modi possibili per renderlo più gradevole; può essere miscelato con vari oli (girasole, palma, etc), colorato di verde con la clorofilla e simili. Purtroppo la chimica degli imbrogli è più forte di quella dei controlli, e i forti interessi economici prevalgono sugli effetti deterrenti delle pur pesanti sanzioni amministrative e penali.

Il vero olio extravergine di oliva è difficile da reperire.

Guardate questi brevi video dove ci sono delle inchieste fatte da La7 e PresaDiretta. Il mio consiglio è di comprare da frantoi e aziende agricole locali e quando non è possibile comprare olio biologico italiano raccolto a mano ed estratto a freddo.

Concludo con la frase di Franco Bardi, agricoltore toscano:

“Se trovate un olio a 3 euro non compratelo…”.

Fonte: dionidream.com  www.ecplanet.com

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L’olio di oliva che acquistiamo viene ricavato da una melma gialla

Olio di oliva della Comunità EuropeaQuesta crema gialla è olio tunisino congelato, arrivato nel porto di Livorno dalla Spagna dopo essere stato miscelato in Portogallo, e destinato a un noto oleificio toscano.

Nell’inchiesta di Danilo Lupo su La7 ha seguito da Livorno a Roma fino a Lecce il filo di una frode milionaria che specula sul crollo della produzione di extravergine made in italy, un crollo dovuto alla xylella, alla mosca, alla pioggia.

I produttori onesti sono in rivolta, ma il problema sta nelle frontiere colabrodo: “colpa del parlamento, che ci ha disarmato” dicono i controllori.


Ecco da dove arriva l’olio che mettiamo in tavola by bigcocomero

Fonte: zapping.altervista.org   www.ecplanet.com

olio extra vergine= miscele di olii non italiani

Se c’è un prodotto irrinunciabile per le tavole degli italiani, questo è senza dubbio l’olio d’oliva. Protagonista della tradizione culinaria nostrana, rappresenta per tutto il bacino del Mediterraneo un elemento fondamentale anche in termini industriali. Ogni anno nel mondo si consumano oltre due milioni di tonnellate d’olio d’oliva e questo richiede enormi quantità di olio di qualità e prezzo standard da poter distribuire in tutti i supermercati del mondo.

Dalle olive alla tavola
In Italia l’olio in commercio è per la maggior parte extravergine, la categoria più alta, seguita da “vergine” e “lampante”. L’olio “lampante” non è considerato commestibile, il nome deriva dal suo utilizzo in passato come combustibile per lampade, ma spesso viene “lavato chimicamente” e reso commestibile. Questa categorizzazione è regolamentata dal Consiglio Internazionale dell’Olio di Oliva, un istituto internazionale che raggruppa le nazioni produttrici di olio d’oliva, che gestisce il mercato internazionale dell’olio e stabilisce i parametri per i test di qualità.

Essendo l’olio un prodotto molto malleabile, è possibile – tramite miscelazione – raggiungere i parametri qualitativi richiesti. Di conseguenza, la maggior parte dell’olio venduto nel mondo è una miscela di oli di diversa origine e qualità. Questa è una pratica perfettamente legale, oltre che universalmente adottata.

Il mercato del falso
Una prassi del genere apre le porte al rischio di frode, promuovendo un sistema in cui le tentazioni a commettere irregolarità sono elevate. Olio importato da Spagna, Tunisia e Grecia viene rivenduto come extravergine prodotto in Italia: un fenomeno in crescita che nel 2011 ha raggiunto il suo massimo storico con 584mila tonnellate di olio importato, a fronte di una produzione in calo a 483mila tonnellate.

Il panorama internazionale vede oggi l’Italia come centro nevralgico del commercio di olio, mentre la Spagna rappresenta il cuore produttivo, con una produzione annuale circa quattro volte superiore alla nostra. Grecia e Tunisia producono quantità minori, esportando generalmente il meglio della loro produzione, che diventa elemento “correttivo” delle miscele fatte con oli dal sapore cattivo. “In generale la quantità di olio italiano all’interno di una bottiglia ‘Made in Italy’ non supera mai il 5-10%”, afferma un importante imprenditore olivicolo italiano che intende rimanere anonimo.

I signori dell’olio infatti non spremono più, ma importano e trasformano: molto meno costoso e più redditizio. Manipolano, deodorano, profumano. Un flusso ininterrotto di miscele di oli “comunitari” e “non comunitari” che viaggia ogni giorno da e verso l’Italia, da sud a nord, a bordo di tir e navi cisterna.

Articolo tratto da  Giulio Rubino, Lorenzo Bodrero, Cecilia Anesi