Default: Parlano tutti della Grecia ma l’Ucraina è messa peggio

Default UgrainaUn delicatissimo braccio di ferro tra creditori privati e governo ucraino fa balenare lo spettro di un imminente default, dalle conseguenze imprevedibili per l’ex Paese sovietico, in difficoltà da anni e ulteriormente devastato nella sua economia dal conflitto nel Sud-est contro i separatisti.

I principali detentori privati del debito dell’Ucraina lamentano l’estrema lentezza dei negoziati con l’esecutivo, che punta a ottenere uno “sconto” di 15,3 miliardi di dollari su quattro anni. In pratica, Kiev chiede una ristrutturazione del debito con una forte svalutazione del valore di rimborso di quanto dovuto ai grandi investitori privati in titoli ucraini.

Ma le trattative si sono prolungate, senza dare per ora frutti concreti e svariati investitori della cordata d guidata da Franklin Templeton chiedono di stringere, sostenendo che la Banca centrale Ucraina in realtà i fondi necessari ce li ha.

Oggi sulla vicenda è sceso in campo anche il Financial Times, chiedendo in un editoriale ai creditori privati di fare la loro parte per “condividere le sofferenze” dell’Ucraina, che “sta lottando per la sua sopravvivenza come Stato indipendente”.

Il governo ucraino “non può permettersi di spendere circa il 5% del suo pil per pagare interessi sul debito”, si allarma il Ft, esortando i colossi della finanza a cedere allo sconto: “hanno l’obbligo morale di farlo”.

Un comitato che raggruppa i quattro principali creditori privati ha messo ieri nero su bianco la propria linea. “Il ministro Jaresko è da oltre un mese in possesso di una soluzione proposta dal Comitato per i Titoli e in ottemperanza con le richieste del Fondo Monetario”, si legge nella nota, “siamo molto preoccupati dalla posizione che sta assumendo il ministro, che non è nell’interesse del Paese. Noi siamo disposti e pronti ad avviare trattative in qualsiasi momento”.

Il ministro delle Finanze ucraino, Natalie Jaresko, da mesi batte sul tasto del debito, delle riserve valutarie troppo ridotte per discutere i finanziamenti internazionali necessari a evitare il default e della necessità di una ristrutturazione del debito sovrano, pena la sospensione dei rimborsi. Argomenti che non piacciono ai creditori, ma la Jaresko (americana naturalizzata ucraina) replica che senza la ristrutturazione rischierebbero perdite ben maggiori.

Parallelamente, c’è il capitolo russo del debito ucraino e Mosca ha già messo in chiaro di non avere nessuna intenzione di rivedere le condizioni di rimborso di tre miliardi di dollari, prestito che prevede il pagamento di interessi per 75 milioni di dollari entro il 20 giugno. In caso di mancato saldo, la Russia intende chiedere alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia di dichiarare l’Ucraina in default.

Jaresko e il premier Arseniy Yatsenyuk sono a Washington per colloqui sul pacchetto di aiuti da 17,8 miliardi di dollari assegnato lo scorso anno. Sul piatto, c’è una tranche da 1,7 miliardi di dollari attesa per luglio 2015, che in teoria dovrebbe essere emessa solo dopo un accordo con i creditori. Ma data la situazione, l’Fmi ha segnalato la possibilità di dividere i due dossier: “abbiamo una policy di prestito che ci permette di continuare a prestare a uno stato membro anche in caso di arretrati con i creditori privati”, ha detto il primo vice direttore del Fondo David Lipton.

Ma l’Fmi evita accuratamente di dire he questa “policy” varrebbe per l’Ucraina ma assolutamente non può valere per la Grecia. Questo perché – ovviamente – il salvataggio o meno di uno stato in difficoltà ha a che fare unicamente con la geopolitica dettata all’Fmi dalla Casa Bianca.

E Obama ha deciso di distruggere la Grecia, amica della Russia, e di salvare l’Ucraina golpista, dato che il golpe l’ha organizzato la Cia su mandato della Casa Bianca. Per essere chiari.

Fonte: ilnord.it  www.ecplanet.com

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Nuove incomprensibili sanzioni contro la Russia

Unione Europea – Stati Uniti - RussiaLe nuove sanzioni Ue contro la Russia sono la dimostrazione che “Bruxelles o non vede o non vuole vedere la situazione reale in Donbas”.

Lo ha detto il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, sottolineando che a soffrire per queste sanzioni non sarà solo il business russo, ma anche “le compagnie europee e i contribuenti”. E quest’ultimo particolare potrebbe essere interpretato in modi diversi, compreso un rincaro dell’energia fornita da Mosca al Vecchio continente.

Peskov ha anche detto che la decisione di nuove sanzioni, “assolutamente non può essere compresa e spiegata sullo sfondo degli sforzi compiuti dalla Russia negli ultimi giorni, compresi quelli guidati da iniziative di pace del presidente Putin, per fermare lo spargimento di sangue e raggiungere una soluzione pacifica del conflitto nel sud-est Ucraina”, ha detto Peskov.

Dalle ore 18 (in Italia) del 5 settembre, nel Donbass sulla carta non si spara più. Un cessate il fuoco fragile – minacciato da esplosioni ripetute – ma che per ora è sembrato reggere meglio della tregua precedente a giugno.

La nuova possibilità di una tregua era sorta dopo una telefonata tra Putin e il presidente ucraino Petro Poroshenko il 3 settembre. Successivamente il 5 settembre a Minsk i rappresentanti di Kiev, ribelli filorussi, Russia e OSCE si erano impegnati a cercare una soluzione per il futuro dell’Ucraina.

Ma resta un forte rischio, amplificato, non solo dalla presenza ingombrante per Kiev della Russia, anche dagli errori dell’Occidente. I mesi persi a rifiutare il dialogo coi ribelli (il piano di giugno di Poroshenko non li includeva nel dialogo) hanno accresciuto il numero dei morti. E più difficile per le due parti, è diventato dimenticare i torti subiti.

Intanto, le nuove sanzioni Ue contro la Russia sono entrate in vigore oggi con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea: tra le misure punitive per Mosca, in seguito alla crisi ucraina il blocco prestiti per cinque grandi banche statali e significativi ostacoli alle imprese petrolifere e di difesa russe. La notizia è stata subito riportata, sia dalla BBC sia dalle tv russe, come Ntv e Russia Today con grande enfasi.

Il Cremlino è furioso per le nuove sanzioni: “colpiscono anche i contribuenti europei”, si sottolinea. Mosca ha promesso che le nuove restrizioni non rimarranno senza risposta. Mosca ha ufficiosamente fatto sapere che saranno colpiti da nuovi embarghi sia il settore moda – con danni immensi all’Italia – sia il settore mezzi di trasporto (auto e camion) con danni altrettanto immensi alla Germania.

Grandi affari in vista, invece, per il settore automobilistico giapponese e coreano in Russia. Entrambe queste nazioni non hanno aderito a sanzioni.

Fonte: ilnord.it  – ecplanet.com

In un video la Russia spiega chi vuole la grande guerra

Russia minacciatala trascrizione dei relativi sottotitoli:

In tre mesi di scontri e combattimenti a Donbass, il governo di Kiev non è riuscito a sopprimere la ribellione della resistenza del popolo (filorusso). Un gesto militare incapace, migliaia di soldati uccisi, una disastrosa mancanza di finanziamenti, non danno al regime di Kiev una speranza alla vittoria. Le richieste sull’intervento della Nato sono state ignorate, perché il conflitto al Sud Est ucraino sembra locale. I tentativi di provocare la Russia alla guerra con l’Ucraina non hanno funzionato, neanche dopo l’abbattimento dell’aereo civile dall’esercito ucraino.

La responsabilità di questa tragedia orribile senza i risultati dell’indagine (appena terminata e che parla dell’abbattimento del MH17 da parte di “molti oggetti ad alta velocità” (proiettili)), l’avevano subito attribuita alla Russia che supporta i resistenti. Con questo crimine il regime di Kiev voleva far apparire il conflitto come internazionale, facendo vedere a tutto il mondo che i resistenti sono i terroristi internazionali. Ma la dimostrazione della falsità delle intercettazioni, le prove inconfutabili del Ministero della Difesa russa hanno provato il coinvolgimento dell’esercito ucraino nella catastrofe aerea.

Questo omicidio provocatorio è stato realizzato da Kiev sotto la gestione dei servizi speciali americani con lo scopo di attirare i paesi Nato nella guerra con la Russia.

Ma a che serve la guerra agli USA?

Per sanare i propri problemi economici, come avevano fatto nella prima e seconda guerre mondiali. Le accuse della Russia sull’aggressione permettono di applicare le sanzioni finanziarie che congelano gli attivi delle aziende russe, che a sua volta permette di scaricare centinaia di miliardi di dollari per alleggerire il peso del debito degli USA.

I rapporti economici rotti con la Russia peggioreranno lo stato economico dell’Europa e la indebolisce nella lotta concorrenziale con gli USA. E la destabilizzazione del sistema bancario stimola il deflusso dei capitali che sosterrà la piramide del dollaro. Coinvolgimento dei paesi europei nella guerra con la Russia amplifica la loro dipendenza politica dall’America che potrà imporre all’UE le soluzioni più vantaggiose per gli USA. Grazie alla guerra le industrie americane di produzione di armi avranno tanti ordini. L’economia degli USA fiorirà.

Nello stesso tempo sarà molto più facile prendere il controllo sulla Russia indebolita dalla guerra, come era già successo negli anni ’90. In questo modo eliminando i concorrenti principali dal palcoscenico mondiale gli USA avranno un vantaggio strategico contro la Cina nella lotta globale sulla leadership in confronto ai paesi europei e la Russia che avranno solo una economia distrutta e una marea di cadaveri, invece gli americani vinceranno e solo perché una guerra sul territorio degli altri ha salvato gli USA tante volte.

Ora si può dire con certezza che in Ucraina non si fermerà il genocidio della popolazione russa e le provocazioni saranno sempre più orribili e prima o poi la Russia dovrà introdurre l’esercito in Ucraina per evitare i milioni di vittime in Russia, in Ucraina, in Europa per questo i leader dell’UE devono girare le spalle ai loro padroni oltreoceano e riconoscere che la Russia non difende solo i propri interessi nazionali, la Russia cerca di evitare l’inizia della Terza Guerra Mondiale. Altrimenti i sopravvissuti alla WW3 vedranno un nuovo “miracolo economico” americano.

Fonte: cafedehumanite.blogspot.it – ecplanet.com