Geoingegneria bellica: siccità e devastazione degli ecosistemi

 

Geoingegneria bellicaPubblichiamo un incisivo articolo di Dane Wingington: l’autore lancia l’allarme circa una condizione che rischia di essere catastrofica.

Perché si registrano così numerosi casi di siccità da record in tutto il mondo?

Un’atmosfera più calda contiene più vapore acqueo (7% in più per ogni grado di incremento della temperatura).

Le leggi della Fisica dell’atmosfera implicano il fatto che le precipitazioni sono più copiose, se un pianeta si riscalda.

Allora perché le situazioni di aridità sono sempre più frequenti e croniche?

Perché le operazioni di geoingegneria clandestina alterano il ciclo idrologico della Terra.

Saturando l’atmosfera con nanoparticolato (aerosol) che provoca, tra l’altro, l’ “oscuramento globale” (global dimming), i geoingegneri hanno completamente stravolto gli equilibri che mantengono in vita gli ecosistemi, riducendo o azzerando le idrometeore (pioggia, rugiada, nebbia…). I corsari del clima sono in grado di controllare il rubinetto globale. Il controllo delle precipitazioni significa gestire l’approvvigionamento alimentare e dominare le popolazioni di tutto il mondo. Il tentativo intenzionale di creare un “inverno nucleare” aggrava la siccità globale. Record di siccità stanno decimando le specie viventi e le etnie in ogni dove; inoltre fomentano conflitti per l’acqua.

La catastrofe californiana si sta estendendo ad innumerevoli regioni e paesi. Ecco un elenco incompleto delle nazioni e delle aree geografiche afflitte da una penuria di precipitazioni più o meno grave:

  • Somalia
  • Medio Oriente
  • Colorado
  • India
  • Uganda
  • California
  • Sud est asiatico, soprattutto Vietnam e Thailandia
  • America meridionale, in particolare Venezuela
  • Honduras
  • Filippine
  • Italia

La geoingegneria globale non è solo un ecocidio, ma pure un genocidio: è la distruzione definitiva ed irreversibile del pianeta. La geoingegneria è guerra climatica, ma, a causa della ricaduta altamente tossica, è anche un attacco biologico. La manipolazione meteorologica sta pure distruggendo lo strato di ozono. […] La coltre di ozono è strappata in modo preoccupante sicché i livelli di radiazioni UV pericolose, livelli che raggiungono la superficie terrestre, sono sempre più elevati e letali.

Qualsiasi forma di attività militare che altera la biosfera (e quindi i sistemi naturali della Terra) deve essere considerata una forma di geoingegneria. Chiarito questo, le operazioni chimico-biologiche, con il loro fall-out altamente tossico, sono la più grande e la più immediata minaccia per l’umanità e gli esseri viventi tutti.

Come si possono fermare i terroristi del clima?

Il raggiungimento di una massa critica di consapevolezza è l’unica via da seguire: tutti noi siamo necessari; ognuno deve compiere la sua parte in questa battaglia per tentare di salvare ciò che è rimasto ancora dei sistemi di supporto vitale sulla Terra.

Autore: Dane Wingington / Fonte: geoengineeringwatch.org

Articolo originale commentato dai lettori dove si può proporre un proprio commento.

Autore: Straker

Fonti: tankerenemy.com – Scie Chimiche (Chemtrails)TANKER ENEMY TVtankerenemymeteo.blogspot.co.uk  http://www.ecplanet.com

Geoingegneria: ex soldatessa U.S. spiega la strategia

 

Kristen Meghan - geoingegneriaA tutti quelli che … “se fosse come dici tu, ci sarebbe almeno UNO di quelli che lavoravano dentro che alla fine si pente e rivela queste cose!”

Possiamo rispondere tranquillamente che, nonostante le intimidazioni, le minacce di morte (come ho scritto sul libro) o di perdita di lavoro, o della libertà (vedi ad esempio Edward Snowden) sono sempre di più quelli che fanno il “salto” e rivelano ciò di cui sono a conoscenza.

In inglese li chiamano whistleblower (da whistle=fischietto, e to blow, soffiare), potremmo tradurre con pentiti, o informatori.

Ne abbiamo visti diversi, ad esempio qui e qui: da quelli che hanno denunciato i colpi di stato organizzati dai servizi segreti occidentali in giro per il mondo, a quelli che hanno denunciato le malefatte di Big Pharma, o del CDC per nascondere le correlazioni fra vaccini e autismo, e così via.

Oggi riporto il video di questa ragazza Kristen Meghan, che dopo l’11 Settembre (aveva 19 anni) volle arruolarsi nell’esercito americano per servire la propria nazione. E prestò giuramento per questo. Lavorava per la sicurezza e la salute dei lavoratori, e controllava i materiali, le forniture, la tossicità degli elementi con cui i militari venivano a contatto. Aveva accesso al sistema centrale di approvvigionamento, e un po’ alla volta si rese conto di anomali quantità dialluminio, stronzio, bario e altri metalli pesanti; con indicazioni molto vaghe sulla provenienza e sull’utilizzo.

Mettendo insieme le tessere del mosaico (o connecting the dots, collegando i puntini, come dicono) si rese conto del reale scopo e ne parlò al proprio superiore.

Si sentì gelare il sangue nelle vene quando questi le disse senza mezzi termini: “Che cos’hai? Ti vedo un po’ depressa ultimamente. Lo sai che potrei farti internare fino a 120 giorni per controllo psichiatrico? E chi si prenderebbe cura della tua bambina?” (lei era divorziata).

Per fortuna di lì a breve terminava il suo periodo di ferma con l’esercito, e lei ne approfittò per uscire.

Adesso tiene conferenze e, come dice alla fine del video, è orgogliosa di affermare:“Ho prestato giuramento di servire gli Stati Uniti quando mi sono arruolata. Ma per 9 anni non ho mantenuto fede al mio giuramento. Lo sto facendo adesso.

Autore: Alberto Medici / Fonte: ilnuovomondodanielereale.blogspot.ch – wwwecplanet.com

I progetti del Pentagono per manipolare la meteorologia

 

GeoingegneriaEd ora… una sigla oscura e minacciosa, OTW, Owning the Weather. Possedere il tempo (sotto il profilo meteorologico)… parole che fanno venire i brividi. Eppure questo è diventato da anni il “credo” del Pentagono, sempre a caccia di sistemi che offrano una maggiore letalità da contrapporre ai suoi nemici.

Da più di 40 anni gli Stati Uniti stanno incoraggiando la ricerca di ciò che è stato descritto come “modificazione del clima per scopi benefici”… anche se, in realtà, è per un possibile uso bellico.

Il capo di stato maggiore della US Air Force, generale Thomas D. White durante il meeting consultivo presidenziale Weather Control, dichiarò con fermezza che “possedere il tempo” costituiva un’arma molto più potente della bomba atomica”.

A prima vista, certo, l’idea di rendere fertili le zone aride aiutandone il clima, potrebbe sembrare la porta del paradiso: i popoli che da secoli si sono avvicendati nei deserti, rispettosi dell’acqua nascosta in profondi pozzi, arsi dal sole e dalla sabbia rovente, potrebbero avviare una nuova era di benessere con queste tecnologie moderne che consentono di spostare gli eventi meteorologici a loro favore sul pianeta. L’acqua è uno tra i quattro elementi che costituiscono l’universo secondo tutte le filosofie dell’antichità. L’acqua, chiamata “sorella” da Francesco d’Assisi per essere la principale fonte della vita, costituisce il 60-75 % del nostro corpo.

In tutte le culture del mondo, sotto forma di fiumi, mare, ghiaccio, l’acqua fu adorata come divinità, nei suoi diversi aspetti: un tabù? Forse, è più scienza che tabù tenere in alta considerazione un elemento non solo così prezioso, ma senza il quale noi non esisteremmo neppure!

Sarebbe troppo bello pensare che questo homo sapiens, a fronte della cooperazione offertagli da Gaia, accettasse l’invito con serietà, disponendosi a corrispondere adeguatamente… ma non l’ha mai fatto e probabilmente non lo farà mai.

Possedere il clima non è una semplice arma, ma è soprattutto un “sistema” per la distruzione di massa. Fabio Mini, generale di corpo d’armata, già capo di Stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa, ha guidato il Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani, oltre ad essere stato comandante delle operazioni di pace a guida NATO nello scenario di Guerra in Kosovo.

A proposito di controllo del clima, Mini ricorda che gli esperimenti militari per alterare la ionosfera incominciarono a metà degli anni 50 del secolo scorso. All’epoca, gli USA fecero esploder tre ordigni atomici a fissione nucleare nella parte inferiore della fascia di Van Allen e altri due a fusione nucleare nella parte alta dell’atmosfera, provocando ampi buchi nella ionosfera che oggi pregiudicano il sistema che ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo. Le comunità scientifiche protestarono finché Washington non le sospese, peccato che i russi abbiano ritenuto opportuno, dal canto loro, avviare sperimentazioni analoghe. I governi non offendano la nostra intelligenza accusandoci di aver usato con troppo zelo bombolette spray fino a creare il famigerato buco dell’ozono! I colpevoli sono questi esperimenti temerari.

Alcuni documenti della CIA, ormai non più secretati, testimoniano come negli anni della guerra in Vietnam, gli Stati Uniti con l’Operazione Popeye, prolungarono la stagione monsonica sul Laos rimpinzando le nuvole di ioduro d’argento. Le strade diventarono così fangose da impedire la movimentazione militare dei loro nemici. Anche nei nostri cieli, spesso, notiamo delle scie “chimiche”, ottenute mettendo nel carburante degli aerei alcune sostanze chimiche tra cui particelle di bario e alluminio…

Il progetto HAARP (High frequency Active Auroral Research Program), finanziato dal Pentagono, e ufficialmente già concluso, è in grado di inviare onde radio nella ionosfera, riscaldandola e causando volutamente delle perturbazioni, simili a quelle provocate dalla radiazione solare. Il motivo? Si dice “per studiare quanto queste influiscano sulle comunicazioni a breve e a lunga distanza”. Possono provocare, però, interruzioni sulle reti elettriche, sul pompaggio degli oleodotti e influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza…

Per HAARP è stata costruita in Alaska (Gakona) una base militare in cui sono stati installati circa 200 piloni su ognuno dei quali si trova una coppia di antenne per la banda bassa e per la banda alta, in grado di raccogliere e trasmettere onde ad alta frequenza fino a una distanza di 350 km. Le onde possono essere lanciate contro la ionosfera e deviate verso zone strategiche del pianeta.

Come spesso succede, l’operazione si veste di nobili scopi: lo studio della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di chilometri di profondità… un’innocua stazione scientifica, insomma.

Autrice: Loredana Reppucci – Scrittrice e Ideatrice del Concorso Letterario Internazionale al femminile “Il Carro delle Muse” – Clicca qui per saperne di più sul Carro delle Muse. Clicca qui per leggere Scienza e Tabù nel suo insieme / Fonte:segnidalcielo.it   www.ecplanet.com