La Terra è flagellata dalla fame invisibile

Clicca per ingrandireLa Terra è un organismo che non gode di particolare salute, ed è sancito da una distribuzione delle risorse squilibrata che non può che portare alla malattia.

Sono tempi di crisi che potrebbero essere occasione per porre rimedio, ma malgrado si vaticini la pioggia sembra che nessuno voglia correre ai ripari, infatti, le statistiche continuano ad informarci che i poveri sono sempre più poveri mentre i ricchi aumentano concentrando nelle bisacce di poche persone le risorse di questo pianeta.

La fame nel mondo è un flagello, esseri umani che muoiono di fame non è ammissibile, l’avidità umana devasta intere aree del pianeta con una ingordigia senza freni. Per fare questo impone colture sempre più intensive alla faccia della biodiversità, impoverendo i terreni attraverso l’uso di pesticidi e sementi Ogm, incuranti di una umanità che deve essere asservita in tutti i modi, anche quando finirà per ammalarsi divenendo preda di multinazionali del farmaco che vivono di effetti collaterali.

Non bastasse la fame, tutto questo porta anche ad una cattiva nutrizione, e a questo proposito, l’Istituto di Ricerca Internazionale per la politica alimentare (IFRI), dedica una intera pagina nel suo riepilogo annuale. Le cifre parlano di due miliardi di persone che nel mondo soffrono a causa di una quantità squilibrata di cibo, con l’aggiunta di una cattiva qualità dello stesso, in pratica una persona su tre ne soffre.

Oltre che con la fame bisogna fare i conti con la malnutrizione, una fame nascosta che colpisce le popolazioni la cui dieta è carente di elementi essenziali per il corretto funzionamento del corpo umano, tra cui ferro, iodio, zinco e vitamine A e B. Le persone appaiono anche sane, non verificandosi perdite di peso, ma i pericoli a lungo termine possono essere devastanti producendo un indebolimento del sistema immunitario e delle facoltà mentali, con un aumento della mortalità materna e infantile.

In totale, la fame invisibile, uccide 1,1 milioni di bambini su 3,1 milioni che muoiono ogni anno per malnutrizione. Le situazioni più allarmanti si trovano nella regione sub-sahariana e nell’Asia meridionale, ma anche i paesi ricchi non sono risparmiati, a causa del cibo spazzatura che ci viene propinato sempre di più causa di obesità, diabete e malattie cardiovascolari, favorendo l’aumento del rischio di depressione e di stanchezza, elementi che favoriscono l’insorgere della malattia.

Se aggiungiamo a questo una condizione emotiva e mentale sempre più precaria, perché continuamente vessati da forze che ci fanno pensare male e digerire le emozioni ancora peggio, la frittata è fatta, e siamo in presenza di un essere umano la cui salute interessa a ben poche realtà sulla faccia della Terra. A che serve un essere umano felice in grado di produrre endorfine a pacchi? A niente, perché non acquisterà vagonate di farmaci nell’illusione di guarire da ciò che lo affligge.

Sembra che forze aliene a questa umanità trattino questo pianeta come una azienda, ci sono troppi operai e quindi bisogna licenziarne qualcuno per snellirla, quelli che restano vanno sfruttati in tutti i modi, se poi si ammalano nessun problema, la produzione in serie di esseri umani resi sempre più degli automi garantisce loro una manodopera quasi illimitata. Inoltre, nel caso che l’essere umano rappresenti un limite, manifestando una fragilità che non consenta di raggiungere gli obiettivi di produzione, renderlo sempre più simile ad una macchina ovvierà al problema.

La Vita in ogni caso è più forte, cerchiamo quindi di rimanere punti di contatto di un mondo umano che sembra svanire ogni giorno sempre di più, ma ciò non corrisponde al vero, perché la brace cova sempre sotto la cenere, e dobbiamo essere testimoni con la nostra presenza per preservarla così da favorire il divampare del fuoco, che prima o poi avverrà.

Autore: Graziano Fornaciari /Fonte: primapaginadiyvs.it  www.ecplanet.com

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Poverta’ in italia

PoveroDati drammatici: in due anni sono aumentati del 50%. La maggior parte (491mila) sono coppie con figli e 213mila sono nuclei con genitori single. La Coldiretti: oltre quattro milioni di italiani chiedono aiuto per mangiare

Oltre un milione di famiglie è senza reddito da lavoro, mentre sono più di quattro milioni gli italiani che chiedono un aiuto per riuscire a mangiare. E tutti i componenti ‘attivi’ che partecipano al mercato del lavoro sono disoccupati.

È quanto emerge da dati Istat e Coldiretti sul 2013 che descrivono una situazione drammatica: solo un anno fa erano il 18% in meno quelli senza redditi, 955.000 nel 2012 contro i 1.130.000 attuali. Tra questi quasi mezzo milione (491.000) corrisponde a coppie con figli, mentre 213.000 sono monogenitore, 295.000 single e 83.000 coppie senza figli.

Il numero delle famiglie dove tutte le forze lavoro sono in cerca di occupazione risulta in crescita quindi di 175.000 unità, in termini assoluti. E nel confronto con due anni prima il rialzo supera il 50%, attestandosi precisamente al 56,5%. Si tratta quindi di ‘case’ dove non circola denaro, ovvero risorse che abbiano come fonte il lavoro.

Magari possono contare su redditi da capitale, come le rendite da affitto, o da indennità di disoccupazione, o ancora da redditi da pensione, di cui beneficiano membri della famiglia ormai ritiratisi dal lavoro attivo. A soffrire di più, ancora una volta, è il Mezzogiorno, con 598.000 famiglie. Seguono il Nord, che ne ha 343.000, e il Centro, con 189.000. Ma il fenomeno avanza dappertutto rispetto a 12 mesi prima.

Ai dati dell’Istat si sposano quelli, ugualmente a tinte fosche, di Coldiretti. Secondo un’analisi dell’Associazione sono 4.068.250 le persone che in Italia sono state costrette a chiedere aiuto per mangiare nel 2013, con un aumento del 10 per cento sull’anno precedente. Per effetto della crisi economica e della perdita di lavoro si sta registrando un aumento esponenziale degli italiani senza risorse sufficienti neanche a sfamarsi: erano 2,7 milioni nel 2010, sono saliti a 3,3 milioni nel 2011 ed hanno raggiunto i 3,7 milioni nel 2012.

In particolare, nel 2013 si contano 303.485 persone che hanno beneficiato dei servizi mensa, mentre sono ben 3.764.765 i poveri che nel 2013 hanno avuto assistenza con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti in mensa. Una situazione drammatica che, osserva la Coldiretti, “rappresenta la punta di un iceberg delle difficoltà che incontrano molte famiglie italiane nel momento di fare la spesa”.

Fonte: repubblica.it