Gorbaciov: si rischia una guerra mondiale per colpa degli Usa

“Non posso più affermare che questa Guerra Fredda non ci porterà a una “Michail Gorbaciov – guerra fredda”.

“Ma hanno perso la testa?”. Gli “Stati Uniti ci hanno già trascinati in una nuova Guerra Fredda, tentando di dimostrare la loro idea di trionfalismo”. Sbotta Michail Gorbaciov, 83 anni, ultimo presidente dell’Urss, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Interfax e riportata dal sito Commondreams.org.

Non è la prima volta che l’ex segretario del Partito Comunista dell’Unione sovietica, passato alla storia per aver lanciato riforme come la perestrojka e la glasnost – che si tradussero nella fine dell’URSS e nella riunificazione della Germania – si mostra seriamente preoccupato per le tensioni geopolitiche legate alla crisi in Ucraina.

E, in particolare, a come l’Occidente sta gestendo la situazione.

Già nel novembre del 2014, aveva avvertito: “Il mondo è sull’orlo di una nuova Guerra Fredda”. Successivamente, aveva detto che “una guerra di questo tipo potrebbe scatenare un conflitto nucleare”, sperando che nessuno avrebbe “perso i nervi”.

L’ultimo suo avvertimento, arrivato poche ore fa, è ancora più spaventoso: “Cosa dobbiamo aspettarci? Purtroppo, non posso essere sicuro sul fatto che questa Guerra Fredda non si trasformerà in una Guerra ‘calda’. Temo che (gli Usa) potrebbero prendere questo rischio”.

E ancora: “Tutto ciò che sentite riguarda le sanzioni contro la Russia da parte dell’America e dell’Unione europea. Hanno perso totalmente la testa?”.

Le tensioni tra Usa e Russia preoccupano anche gli esperti di relazioni internazionale degli Stati Uniti. In questo caso, l’allarme è sulla possibilità di una nuova Guerra Fredda (che quindi a loro avviso non si sarebbe ancora concretizzata). A loro avviso, la probabilità che è del 38%; per i cittadini americani, invece, la probabilità che NON ci sia il conflitto è del 48%.

I dati provengono da un sondaggio condotto alla fine di gennaio da, progetto Teaching, Research, and International Policy (TRIP) del College of William and Mary, in collaborazione con la rivista Foreign Policy.

In Russia, invece, un terzo della popolazione ritiene che il loro paese sia in rotta di collisione con gli Stati Uniti. (Lna)

Articolo originale: commondreams.org / Fonte: wallstreetitalia.com   http://www.ecplanet.com

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Gli Stati Uniti stanno andando verso l’abisso

Barack ObamaIl declino degli Stati Uniti sta ormai galoppando, anche se i media raccontano che l’America avrebbe ritrovato salute economica e fiorente mercato del lavoro. Dicono anche che gli Usa si siano dotati di un futuro energetico veramente roseo e che continuino a essere un modello per l’Europa e per il mondo.

Certo, gli indici di Borsa sono alle stelle, ma questo non significa che una società e un’economia siano uscite dalla crisi: il record, si legge su “Leap 2020”, è l’effetto della politica monetaria dei “soldi facili” praticata dalla Fed, mentre gli investitori «non trovano altri investimenti che non siano quelli sui sopravvalutati titoli azionari e sull’ingannevole finanza innovativa».

L’America? È in bilico: «La smisurata arroganza di una nazione che considera se stessa “il paese di Dio”, la “numero uno” su tutte le cose di questo mondo, l’araldo di tutti i valori dell’umanità, sta spingendo gli Stati Uniti verso un abisso». Lo conferma la geopolitica: caos totale in Medio Oriente, dopo 13 anni di impegno militare diretto. Per non parlare della folla sfida lanciata alla Russia in Ucraina.

La crisi ucraina, continua “Leap 2020”, ha le sue radici nella politica americana basata sul “contenimento della Russia”, che risale al celebre “Long Telegram” inviato da George Kennan, ambasciatore a Mosca, il 22 febbraio 1946. Kennan esprimeva la convinzione che, sul lungo termine, la pace con la Russia sarebbe stata impossibile, perché quel paese stava ancora cercando di ampliare la sua sfera d’influenza. Ora, «sarebbe profondamente preoccupante se chi è al potere a Washington non fosse in grado di cogliere la differenza tra l’Unione Sovietica sotto Stalin e la Russia di oggi sotto Putin», sopravvissuta al crollo dell’Urss e alle amputazioni territoriali, strategiche e demografiche.

Inoltre, l’economia di Mosca «fu notevolmente compromessa dal programma “riformatore” del Fmi ispirato dagli Stati Uniti, che le fece perdere gran parte della sua ricchezza nazionale, con le famigerate privatizzazioni riservate alla nascente “classe degli oligarchi”». Oggi la Russia è circondata, «sia dall’alleanza militare avversa (la Nato, che si era fortemente ampliata) che dal blocco economico europeo, presente finanche all’interno del suo stesso ex territorio, il Baltico».

L’obiettivo del “contenimento” in versione 2014 è legato essenzialmente a motivazioni di tipo economico: «L’aspirazione dei funzionari americani è quella di aprire l’Ucraina ai prodotti americani, di impossessarsi del suo immenso patrimonio agricolo (la speculazione si sta gettando sul settore alimentare) e delle sue grandi società, e di aprire infine il mercato energetico europeo al gas ed al petrolio di scisto americano». Ma gli Usa, sostiene “Leap 2020”, non dispongono neppure dei mezzi militari per un confronto con Putin. E scontano ancora tutti i fallimenti a catena degli ultimi 13 anni: «L’Afghanistan continua a essere destabilizzato ed è ancora il primo produttore di oppio al mondo, in Iraq l’autorità del governo centrale è implosa, mentre in Siria la lotta contro il dittatore Assad (che è ancora al potere) ha generato un nemico ancor più feroce, l’Isis». Morale: «Tutto ciò a cui i funzionari americani hanno dato inizio, negli ultimi tredici anni, si è trasformato in un disastro». E il conto è salato: da 4 a 6 miliardi di dollari, secondo gli analisti di Harvard, solo nel 2014.

«Ormai da molti anni gli Stati Uniti non sono più la superpotenza in grado di risolvere qualsiasi problema attraverso una campagna militare», sostiene “Leap 2020”. «La causa è da ricercare innanzitutto nello squilibrio tra ambizione e sforzo, e subito dopo nella mancanza di risorse: e visto che il potere globale degli Stati Uniti è stato costruito sul potere militare, questo paese è ormai solo l’ombra di quello che era stato». Non è sorprendente, quindi, che il governo americano abbia riscoperto l’utilità della Nato per muovere le sue pedine in Ucraina: «Ha messo in atto un’enorme pressione sui governi dei paesi membri, perché essi aumentino il loro budget militare, ma l’esito è stato abbastanza incerto». L’obiettivo di effettuare nuove spese militari per un importo pari al 2% del Pil di ogni singolo paese, in effetti, è stato spalmato su un periodo che arriva fino al 2024. La Germania, inoltre, ha ulteriormente ridimensionato il proprio impegno. E la decisione di creare una forza d’attacco rapido, composta da 3.000-5.000 soldati, «impallidisce davanti ad un esercito russo pari a 1,15 milioni di soldati e a 2 milioni di riservisti pronti a combattere». La forza Nato, inoltre, avrebbe solo un equipaggiamento leggero, «in ossequio all’idea, veramente geniale, che tutto ciò permetterà ai soldati di schivare più facilmente i 6.500 carri armati russi».

Nel confronto con la Russia, secondo “Leap 2020” la Nato «è come un’ape davanti a un orso», prova del fatto che «i funzionari americani hanno perso qualsiasi senso della realtà». Così, «il “colpo di stato” orchestrato dall’Occidente ha fatto perdere legittimità al governo centrale ucraino nei riguardi della popolazione di lingua russa, e ha quindi aperto la strada all’acquisizione dell’Ucraina Orientale da parte della Russia, probabilmente sotto forma di un’ampia autonomia all’interno di uno Stato Federale Ucraino, sottoposto ad una forte influenza russa». Analogamente a quanto già avvenuto in Medio Oriente, la politica e il comportamento del governo degli Stati Uniti, «basati sull’infallibilità delle strategie e sull’onnipotenza dell’America», hanno gettato nel caos un’intera regione, rafforzando in fin dei conti «le forze che si opponevano agli Stati Uniti».

Fonte: libreidee.orghttp://www.ecplanet

Per fare la guerra alla Russia, Obama mente, e la Nato divulga idiozie

USA-NATO contro la RussiaMentre gli USA-NATO stanno spingendo per una guerra con la Russia, la OSCE (Osservatori per la Sicurezza e Cooperazione in EU) sta sovraintendendo di 7 punti del piano di pace, che sono stati discussi a Minsk il 5 settembre.

Traduco dall’autorevole prof. Chossudovsky su globalresearch.ca.

Quanto segue, è uno schiaffo in faccia al presidente Obama e ai suoi alleati NATO che di recente si sono incontrati a Newport nel Galles. (qui una carellata di immagini da Newport, dal DailyMail, dell’allegra compagnia democratica, ndt)

Il 3 settembre, Obama ha confermato che “forze di combattimento russe, con armi russe, in carri armati russi” sono state dispiegate nell’Ucraina Orientale.

Questa non è solo una menzogna, ma una che potrebbe far precipitare l’umanità in una Terza Guerra Mondiale.

Osservatori della OSCE (Observers from the Organization for Security and Cooperation in Europe ) “non hanno registrato truppe, munizioni o armi, che abbiano attraversato il confine russo-ucraino nelle ultime 2 settimane” (Itar-Tass)

“Per tutta la settimana il team degli Osservatori ha notato un netto aumento di giovani (sia maschi che femmine) che indossavano abiti in stile militare e che attraversavano la frontiera in entrambe le direzioni, ma non hanno visto armi tra questi gruppi”, così è stato detto nella relazione

OSCE della Special Monitoring Mission, che ha coperto un periodo che va dal 20 agosto al 3 settembre.

Gli osservatori hanno detto di avere regolari interazioni con i sostenitori delle repubbliche autoproclamatesi. “Alcuni apertamente hanno discusso con la OSCE mentre altri hanno mostrato la loro totale diffidenza verso di essa. Ad entrambe le postazioni di passaggio di frontiera, alcuni sostenitori delle repubbliche autoproclamatesi, hanno spiegato che a loro non è dato il permesso di varcare la frontiera con armi” così dice il rapporto.

Gli osservatori hanno registrato una diminuzione di avvistamenti elicotteri, rispetto all’ultima settimana, ma che si potevano tuttavia vedere ai punti di passaggio della frontiera, mentre volavano a bassa quota lungo la frontiera.

“In entrambi i casi, per quanto è stato possibile vedere, i velivoli e non hanno violato lo spazio aereo dell’Ucraina” così ha riferito il rapporto.

La Missione di Osservazione della OSCE è impiegata nei checkpoints russi di Gukovo e Donetsk su richiesta del governo russo. La decisione è stata presa in un accordo, concordato, da parte di tutti i 57 stati OSCE partecipanti alla missione, molti dei quali sono rappresentati al Summit della NATO nel Galles.

Il rapporto OSCE contraddice le dichiarazioni fatte dal regime di Kiev e dai suoi sponsor USA-NATO. Conferma che le accuse della NATO riguardanti l’influenza dei carri armati russi sono una vergognosa invenzione.

NATO ha supportato le dichiarazioni di Obama con “false” immagini satellitari (28 Agosto 2014) che parevano mostrare “forze di combattimento russe impegnate in operazioni militari all’interno del territorio sovrano dell’Ucraina”. Queste dichiarazioni sono confutate da un dettagliato rapporto della missione di monitoraggio dell’OSCE stanziata ai confini Russia-Ucraina. I rapporti NATO incluse le sue foto satellitari, si sono basate su una falsa evidenza.

Val la pena di notare che la OSCE categorizza con attenzione i movimenti attraverso il confine, movimenti che riguardano ampiamente dei rifugiati:

I movimenti al passaggio delle frontiere, uguali ad entrambi i punti di passaggio frontiera

Il profilo di color che passano la frontiera resta invariato e puo’ essere categorizzato come segue:

  1. Famiglie a piedi o in macchina con molto bagaglio
  2. Anziani con alcuni bagagli
  3. Adulti (di solito di età giovane) senza bagaglio con macchine vuote
  4. Persone con indosso abiti in stile militare con o senza zaini.

Mentre il numero delle entrare e delle uscite è rimasto stabile ad una media di 6,523 persone al giorno, ai punti di frontiera, la OM ha osservato una chiara inversione nel flusso delle persone che varcano il confine. Dal 26 agosto la maggioranza di coloro che hanno varcato il confine, hanno fatto ritorno in Ucraina, con un flusso di media di – 429 persone al giorno per entrambi i punti di passaggio frontiera; nella scorsa settimana, e dal quel giorno, 3,857 persone sono tornate in Ucraina, attraverso entrambi i punti di passaggio frontiera. Le statistiche indicano anche che la frontiera di Donetsk vede costantemente più traffico di quella di Gukovo. I movimenti di coloro che varcano i punti di frontiera, registrati ad entrambi i punti di frontiera, sono il 43percento di tutte le entrate/uscite della regione di Rostov.

(…) All’alba il numero dei viaggiatori aumenta lentamente, fino a tarda mattina. Quindi il flusso diminuisce ma cresce verso il tardo pomeriggio e la sera. La maggior parte dei veicoli che passano la frontiera hanno targhe emesse dalla regione di Luhansk.

Osservazioni comuni ai punti di passaggio frontiera

In generale, la situazione ad entrambi i punti di passaggio frontiera è calma. La gente, che attraversa la frontiera parla regolarmene al team degli osservatori (Observer Teams- OT) e continua a descrivere la situazione nella regione di Luhansk, come disperata.

Gli OT continuano a ricevere numerosi resoconti di gravi distruzioni, causate da fuoco di artiglieria che ha determinato cosi interruzione di acqua, gas, e elettricità; quest’ultima apparentemente non disponibile per oltre 5 settimane, in alcune aeree inclusa la città di Luhansk.

Per tutta la settimana gli OT hanno notato un netto aumento di giovani, sia donne che uomini, con abiti in foggia militare, che hanno varcato i punti di confine in entrambe le direzioni, ma non hanno visto armi tra questi gruppi.

Tuttavia, d’altro canto, ci sono luoghi organizzati, dove ricevono armi, munizioni ed equipaggiamento che sono mandati alle loro aree assegnate sul lato ucraino. (..) nel caso di Gukovo, c’è persino un poligono di tiro per calibrare le armi ricevute prima di proseguire per il fronte. Come descritto in precedenti rapporti, quotidianamente gli OT sentono questi spari sul territorio ucraino, a breve distanza dal passaggio di frontiera di Gukovo.

Gli OT hanno osservato più persone con indosso magliette nere con la scritta “Novorossiya” (“nuova Russia”) o “La Repubblica Popolare di Luhansk” con bandiere corrispondenti. In alcuni casi, tale bandiera è stata osservata anche sui tergicristallo di molti veicoli civili e sulle targhe.

Molti civili che si fermano a parlare con gli OT spesso chiedono che la OSCE ponga fine al conflitto e che registri e riporti le loro testimonianze perchè tutti possano essere coscienti della situazione.

Movimento militare

Per tutta la settimana, giorno e notte, gli OT hanno sentito il suono di velivoli ad elica nelle vicinanze dei punti di confine. Durante il giorno e a condizioni di tempo favorevoli, gli OT hanno visto gli stessi piccoli velivoli grigi, identificati come UAV (unmanned aerial vehicle = drone ndt).

Lo stesso schema è stato osservato ad entrambi i punti di confine. Gli UAV seguivano un percorso di volo, che si stima essere al limite del confine ucraino e questo molto regolarmene, ad intervalli dai 18 ai 25 minuti. In molti casi, si sono visti persino 2 droni nella stesa area e nello stesso tempo.

(…) in ogni caso, per quanto è stato possibile vedere, i velivoli non hanno mai violato lo spazio aereo ucraino nelle vicinanze dei punti di confine.

Osservazioni al punto di confine di Gukovo

Costante il flusso di traffico a Gukovo BCP, se paragonato alla scorsa settimana, con una leggera diminuzione negli ultimi 2 giorni. È stata registrata una media di 2.940 entrate ed uscite,che fa il 19percento di tutte le entrate ed uscite nell regione di Rostov. La media delle persone che entrano nella Federazione Russa è diminuita in modo consistente durate il periodo di monitoraggio ed il flusso è stato negativo dal 26 agosto, con una media giornaliera di – 262.

Questa statistica chiaramente riflette un movimento di ritorno in Ucraina. Nella scorsa settimana, circa 2.000 persone, ogni giorno, sono ritornate in Ucraina attraverso il punto di frontiera di Gukovo.

Per tutta la settimana, gli OT hanno continuato a sentire gli spari dal lato ucraino, molto vicino al punto di frontiera. Come precedentemente descritto, questi incidenti di spari sono stati considerati non correlati al combattimento, piuttosto, come detto, ad un vicino ed improvvisato poligono di tiro, sotto il controllo di sostenitori delle repubbliche autoproclamatesi.

Gli OT hanno ricevuto dei resoconti da gente di Sverdlovsk (17 km ad ovest del punto di frontiera di Gukovo) sulla situazione della città. Hanno detto che la città non ha avuto battaglie dirette, ma 5 case sono state distrutte. Anche se i mezzi pubblici e l’unico ospedale erano funzionanti, negli ultimi 2 mesi e mezzo, non c’era acqua. Secondo loro, le pensioni e i servizi sociali, non sono stati pagati e le persone non hanno potuto accedere al loro denaro. I prezzi per i beni comuni si erano alzati significativamente, perciò le persone stavano entrando nella Federazione Russa, persino per 3 o 4 giorni, per comprare i prodotti necessari e prendere contanti col bancomat o le banche. Le persone hanno riposato che l’anno scolastico era previsto partisse dal 1° di settembre, ma non volevano che i loro figli seguissero un curriculum ucraino.

Osservazione al punto di confine di Donetsk

Durante il periodo delle osservazioni, l’attività al punto di confine di Donetsk è lievemente aumentata, paragonata alla scorsa settimana. Il numero totale di coloro che hanno varcato il confine a Donetsk ha notevolmente sorpassato quello di Gukovo. Si è registrata una media giornaliera di 3.627 entrate ed uscite, che fa il 24 percento di tutte le entrate ed uscite nella regione di Rostov. La media dell persone che sono entrate nella Federazione Russa è notevolmente diminuito durante il periodo delle osservazioni, e il flusso è stato negativo dal 29 agosto, con una media giornaliera di -410. (…) nella scorsa settimana, ca. 1900 persone sono giornalmente ritornate in Ucraina attraverso il punto di confine di Donetsk.

Per tutta la settimana si sono sentiti spari, esplosioni e detonazioni da artiglieria, in vari momenti della notte e del giorno e da diverse distanze e direzioni interne al punto di confine di Donetsk. Detonazioni di artiglieria sono state particolarmente intense durante il weekend, in direzione nord di Krasnodon. Gli OT hanno visto e sentito per tutta la notte del 30 e 31 agosto, dozzine di detonazioni molto rumorose di artiglieria in prossimità della direzione occidentale di nord-ovest.

Nella scorse settimane, le detonazioni di artiglieria e gli spari si erano sentiti solo dalle direzioni nord e occidentali; ma durante tutta la settimana per la prima volta gli OT hanno riportato di spari di calibro pesante e leggero, dalle aeree est e sud, anch’esse confinanti con l’Ucraina.

Per tutta la settimana gli OT hanno osservato un netto aumento di attività di giovani vestiti in stile militare, che hanno attraversato avanti e indietro il punto di confine. gli OT hanno anche osservato come alcuni di questi fossero visibilmente feriti e rientrassero nel confine della federazione russa, con bende bianche e/o stampelle.

Gli OT hanno anche osservato il trasporto in ambulanza di persone molto più seriamente ferite. Alcuni, vestiti in stile militare, accompagnavano i feriti ed erano particolarmente ben equipaggiati, anche con fondine [di armi] ma senza armi.

In un caso, gli osservatori OT hanno osservato 8 giovani uomini vestiti in stile militare che portavano due pesanti barelle cariche di scatole. Le barelle erano visibilmente pesanti (più di 100kg) per il gruppo doveva fermarsi ogni 30-50 metri per riprendersi.

Gli OT hanno visto gli ufficiali di confine passare le barelle sotto metal detector led hanno chiesto loro in merito al contento. È stato detto agli OT che si trattava di cibo.

I resoconti della gente al punto di confine di Donetsk

Gl OT hanno ricevuto resoconti dalle persone di Molodohvardeysk e Novosvetlovska (15 km sud est di Luhansk) ed altri luoghi intorno alla città di Luhansk. Hanno tutti indicato pesanti combattimenti e considerevole danno alle infrastrutture ed hanno chiesto alla OSCE di fermare la battaglia.

Convoglio umanitario russo

(…) durante la scorsa settimana, i rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa, (ICRC) hanno visitato il punto del confine di Donetsk ed hanno incontrato le guardie di confine russe ed ucraine e gli ufficiali di dogana. Ad oggi, le guardi di confine e gli ufficiali di dogana ucraini sono ancora al punto do confine di Donetsk. In aggiunta, del personale del Ministero Russo per le Situazioni di Emergenza, (Russian Emergency Situations Ministry) è giunto al punto di confine per consultassi con le autorità russe del punto di confine. (FONTE: OSCE at http://www.osce.org/om/123151)

Una valanga di menzogne

Al suo discorso in Estonia il 3 settembre, Obama categoricamente afferma:

“E mentre noi oggi siamo qui riuniti, sappiamo che questa visione [di un’Europa unica, libera e in pace] è minacciata dalla aggressione della Russia contro l’Ucraina. È uno sfrontato assalto alla integrità territoriale dell’Ucraina, una nazione europea sovrana [!!??ndt] e indipendente…Ecco cosa è a rischio in Ucraina. Ecco perché oggi stiamo con il popolo della Ucraina”.

La NATO ha pubblicato nuove immagini da satellite il 28 agosto 2014, che apparentemente “mostrano che le forze di combattimento russe si sono impegnate in operazioni militari all’interno del territorio sovrano della Ucraina. Le immagini, catturate verso fine agosto, mostrano unità di artiglieria russa che si muovono in un convoglio per la campagna ucraina e che si preparano per un’azione, stabilendo posizioni in cui aprire il fuoco, nell’area di Krasnodon, Ukraine. …. “Nelle ultime due settimane, abbiamo notato una significativa escalation, sia nel livello che nella sofisticazione della interferenza militare russa in Ucraina”, ha detto il Brigadier Generale Tak.

“Le immagini del satellite pubblicate oggi, forniscono ulteriore evidenza che i soldati da combattimento russi, equipaggiati con armi pesanti sofisticate, stanno operando da dentro il territorio sovrano dell’Ucraina” (NATO, Allied Command Operations, 28 August 2014)

Mentre gli USA-NATO stanno spingendo per una guerra con la Russia, la OSCE sta sovraintendendo di 7 punti del piano di pace, che vengono discussi a Minsk il 5 settembre.

NO ALLA PROPAGANDA DI GUERRA E DEI MEDIA

NO ALLE MENZOGNE USA-NATO

SI ALLA PACE

Articolo originale: globalresearch.ca / Traduzione a cura di: Cristina Bassi / Fonte: thelivingspirits.net   Fonte: ecplanet.com