Screditare Trump. Questa è stata la strategia della CNN

Donald TrumpÈ in corso una tempesta di emme sulla rete televisiva statunitense Cnn, uno dei principali media “ostili” al presidente Usa Donald Trump, che nelle ultime settimane ha dovuto ritrattare una serie di notizie false e notizie da fonti anonime tese ad avvalorare la teoria della collusione tra il presidente e la Russia.

Sono tutte bufale e dato che negli Stati Uniti chi scrive menzogne non solo finisce in galera ma deve anche pagare monumentali rimborsi per danni subiti dal diffamato, ecco che la CNN è dovuta correre precipitosamente ai ripari. stava diffamando il presidente Trump.

La scorsa settimana la Cnn ha pubblicato sul proprio sito un articolo del suo reporter veterano Thomas Frank, che collegava l’hedge-fund manager e confidente di Trump, Anthony Scaramucci, a un fondo di investimento russo che sempre secondo l’articolo era oggetto di investigazione da parte del Senato, nell’ambito delle indagini sul “Russiagate”.

L’articolo, fondato sulle rivelazioni di non meglio identificata “fonte anonima”, è stato però prontamente smontato nei contenuti da Scaramucci e da media russi, incluso il network “Sputnik” che hanno dimostrato essere un falso e una calunnia.

La Cnn, così, ha dovuto fare precipitosamente marcia indietro, ammettendo che l’articolo non rispondeva agli standard editoriali della rete e annunciando le dimissioni di Frank e degli altri due cronisti autori del pezzo “incriminato”.

La Cnn, però, era già stata subissata di critiche lo scorso giugno, quando aveva erroneamente anticipato che l’ex direttore dell’Fbi james Comey avrebbe smentito il presidente Trump durante la sua deposizione al Senato, negando di avergli mai garantito che non fosse personalmente oggetto di indagini federali. Anche questa era una falsa notizia.

Prima ancora, la Cnn si era trovata sulla graticola per i grotteschi attacchi al presidente di due collaboratori della rete, Reza Aslan e Kathy Griffin: quest’ultima si era fatta riprendere mentre reggeva in mano una riproduzione della testa mozzata del presidente.

A screditare ancor più la rete CNN, in prima fila nella campagna dei media che Trump ha definito la “vera opposizione” alla Casa Bianca, c’è un video clamoroso che circola da ieri: il video, filmato da “Project Veritas”, un sito di informazione di orientamento conservatore, riprende il senior producer della Cnn John Bonifield, mentre afferma, inconsapevole di essere filmato, che la campagna della Cnn e di tanti altri media Usa contro Trump è una scelta editoriale consapevole ed espressamente dettata dalla dirigenza per alimentare gli ascolti, e che non poggia su alcuna evidenza concreta, almeno per quanto riguarda la collusione tra il presidente e la Russia.

È una vera e propria campagna diffamatoria, questa della CNN.

Trump non si è lasciato scappare i passi falsi della Cnn, e ieri ha pubblicato una serie di tweet scagliandosi contro quella rete e quotidiani come la “Washington Post” e il “New York Times”, che accusa di aver rinunciato all’informazione in favore dell’attivismo politico.

La “Washington Post” ammette che la Cnn è “inciampata” in un momento già pessimo per la sua credibilità, e che l’errore è probabilmente dovuto alla smania di alimentare “ascolti e traffico web”; il quotidiano, però, sembra voler difendere proprio l’articolo che la Cnn ha disconosciuto, sottolineando che quest’ultima non ha ammesso esplicitamente che le accuse a Scaramucci siano false.

Naturalmente il Washington Post evita di scrivere che quel disconoscimento è stato suggerito dai legali della CNN. Se avesse ammesso di aver pubblicato una notizia clamorosamente falsa, si sarebbe immediatamente trovata della condizione di dover pagare richieste danni miliardarie al diffamato.

Altrettanto ovviamente, in Italia non è stato reso noto nulla di questa disgustosa vicenda che abbatte la credibilità della CNN. Ci mancherebbe. È la televisione “democratica” per eccellenza. Poco importa se è una macchina da diffamazione globale che inventa di sana pianta notizie false per screditare il principale avversario del suo partito di riferimento, qual è Donald Trump.

Foto di WerbeFabrik /Fonte: ilnord.it    – http://www.ecplanet.com

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