Ogni giorno 7.500 passi allungano la vita

Ogni giorno 10.000 passi allungano la vitaLe donne anziane che facevano 4.400 passi al giorno avevano una mortalità inferiore rispetto a quelle che ne facevano 2.700. Il rischio di morte ha continuato a diminuire nel momento in cui si sono fatti 7.500 passi al giorno.

Una grande quantità di prove dimostrano che l’attività fisica è un bene per la salute e la longevità di una persona. Pochi studi hanno esaminato quanti passi al giorno sono associati a una buona salute a lungo termine.

Un nuovo studio, condotto dagli investigatori del Brigham and Women’s Hospital, ha cercato di colmare questa lacuna esaminando i risultati, su una media di oltre quattro anni, per le donne anziane. Questo monitoraggio sulla salute delle donne di una certa età consisteva nell’effettuare misurazioni dei loro passi per un’intera settimana. Il team riferisce che, tra le donne anziane, fare 4.400 passi al giorno era significativamente associato a un minor rischio di morte rispetto a quelle signore che facevano giornalmente 2.700 passi. Aumentando i passi giornalieri il rischio di morte diminuiva. Uno standard soddisfacente è fare almeno 7.500 passi al giorno – meno dell’obiettivo predefinito di 10.000 passi in molti dispositivi indossabili.

I risultati del team sono stati presentati alla riunione annuale dell’American College of Sports Medicine, tenutasi lo scorso mese di maggio 2019. La ricerca è stata pubblicata da JAMA Internal Medicine. (1)

La dottoressa I-Min Lee, (2) MBBS, ScD, epidemiologa della Divisione di Medicina Preventiva al Brigham and Women’s Hospital, sostiene: “pretendere di fare 10.000 passi al giorno può sembrare scoraggiante, ma scopriamo che anche un modesto aumento delle misure adottate è legato a una mortalità significativamente più bassa nelle donne anziane. Il nostro studio aggiunge una crescente comprensione dell’importanza dell’attività fisica per la salute, chiarisce il numero di passi relativi al miglioramento della qualità della vita con un conseguente allungamento della medesima.”

Secondo studi precedenti, il numero medio di passi giornalieri effettuati da persone negli Stati Uniti è compreso tra 4.000 e 5.000. L’origine dell’obiettivo di 10.000 passi non è chiara, ma potrebbe risalire al 1965, quando un’azienda giapponese iniziò a commercializzare un contapassi chiamato Manpo-kei.

Per condurre il loro studio, I-Min Lee e colleghi hanno incluso i partecipanti del Women’s Health Study. Un programma di monitoraggio randomizzato originariamente condotto per valutare il rischio di malattie cardiovascolari e cancro tra le donne che assumevano aspirina e vitamina E a basso dosaggio. Al termine del programma originale, le signore sono state invitate a partecipare a un controllo a lungo termine. Per il presente studio sui passi e la salute, a quasi 18.000 donne è stato chiesto di indossare un ActiGraph GT3X+ accelerometer device sui fianchi per sette giorni consecutivi durante tutte le ore di veglia. Il team ha analizzato 16.741 donne che erano conformi all’utilizzo del dispositivo; la loro età media era di 72 anni. I partecipanti sono stati seguiti per oltre quattro anni. Nell’arco di questo quadriennio sono morte 504 donne.

I risultati:

  • Il 25 per cento delle partecipanti che facevano in media 2700 passi al giorno erano a maggior rischio di morte. Morirono 275 donne.
  • Coloro che camminavano di più (una media di 4.400 passi al giorno) avevano un rischio di morte inferiore del 41 per cento.
  • Il rischio di morte ha continuato a diminuire con l’incremento delle passeggiate (fino a 7.500 passi al giorno). Dopo di che il rischio si è stabilizzato.

Il team ha anche scoperto che una camminata con una postura più veloce o più lenta non influisce sul rischio di morte.

A causa della natura osservativa dello studio, gli autori non possono separare definitivamente la causa dalla correlazione. Tuttavia, il team ha preso diverse misure per cercare di assicurare che l’associazione osservata fosse più probabile che causale, come escludere le donne con malattie cardiache, cancro, diabete. I risultati sono anche supportati da precedenti esperimenti che dimostrano come l’attività fisica cagiona cambiamenti benefici nei marcatori di salute a breve termine, ad esempio pressione sanguigna, livelli di insulina / glucosio, profilo lipidico, infiammazione e altro ancora.

Lo studio sulla salute delle donne ha incluso principalmente donne anziane e di etnia bianca. Saranno necessari ulteriori studi in popolazioni più giovani e diverse per determinare se i risultati siano applicabili ad altri gruppi, in particolare quelli che possono, in media, fare un numero di passi più elevato. Altri risultati come la qualità della vita e il rischio di malattie specifiche non sono stati valutati, ma saranno trattati in studi futuri.

La dottoressa I-Min Lee spiega: “Ovviamente, nessun singolo studio è isolato, ma il nostro lavoro continua a dimostrare l’importanza dell’attività fisica. Chiaramente, anche un numero modesto di passi è stato collegato al tasso di mortalità più basso tra queste donne più anziane, speriamo che questi risultati siano di incoraggiamento per tutte quelle persone con la convinzione che 10.000 passi al giorno possono sembrare irraggiungibili.”

Il finanziamento per questo lavoro è stato fornito dal National Institutes of Health (CA154647, CA047988, CA182913, HL043851, HL080467 e HL099355).

Riferimenti:

(1)Association of Step Volume and Intensity With All-Cause Mortality in Older Women

(2)I-Min Lee

Autore traduzione riassuntiva e adattamento linguistico: Edoardo Capuano / Articolo originale: Association of Step Volume and Intensity With All-Cause Mortality in Older Women

Foto di pixabay.com                   www.ecplanet.com

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Esercizi di stretching strutturale per preservare le articolazioni

YogaSpesso si praticano sport alla moda, body building, calcio, corsa, arti marziali, ciclismo.

Se praticato male l’esercizio fisico porta ad usura della struttura articolare e ad un alterazione del suo equilibrio.

L’attività fisica è importante per la salute, ma è altresì importante preservare il corretto funzionamento della struttura articolare.

I pericolo dell’attività sportiva moderna

Nell’era moderna si ricorre sempre più frequentemente alla pratica di sport alla moda quali body building, calcio, corsa, arti marziali, ciclismo, ecc. che spesso vengono praticati in maniera eccessiva e maniacale portando più disagi che benefici al corpo. Vale il concetto che tutte queste attività motorie prevengono le malattie cardiovascolari, aiutano a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue, aumentano la resistenza alla fatica e allo stress, apportano uno stato di benessere generale.

Quello di cui non si tiene conto è che esse se praticate male ed in eccesso, portano ad usura della struttura articolare e soprattutto ad un alterazione del suo equilibrio. Lo spirito di competizione ha portato molto atleti professionisti e non, a misurarsi in sfide all’impossibile mirando alla quantità e non alla qualità. Tutto ciò ha introdotto una serie impressionante di patologie muscolo-scheletriche di massa.

John Stirk, un medico osteopata americano ha inventato questa nuova tecnica lo stretching strutturale che partendo dai principi dell’osteopatia mira ad un’attività fisica improntata sulla qualità. Grazie ad una serie di esercizi di stiramento, John Stirk è riuscito a liberare il suo corpo da forti dolori alla schiena che le terapie tradizionali non erano riuscite a risolvere.

Gli esercizi di stretching

YogaTutti gli esercizi di stretching strutturale nascono dall’esperienza di Stirk ed hanno come scopo non lo sviluppo della muscolatura, ma bensì la mobilizzazione delle articolazioni e l’allungamento muscolare e fasciale. A differenza dei normali esercizi di stretching già esistenti, con questo metodo si punta a lavorare sulle ‘catene miotensive’ piuttosto che su singoli o gruppi di muscoli. Questo concetto è basato sul metodo Mezieres a tutti gli effetti condiviso dall’osteopatia, dove viene considerato che ogni muscolo non lavora singolarmente ma il movimento è opera della stretta collaborazione tra agonisti, antagonisti, sinergici e per compenso si crea un adattamento della postura corporea. Il sistema nervoso centrale elaborando tutte le informazioni propriocettive provenienti dal corpo è responsabile di tutte le azioni e reazioni muscolari, ed anche della struttura corporea.

Il corpo una struttura

Il nostro corpo è una struttura costituita da elementi collegati ed interdipendenti, tenuto insieme da un ‘impalcatura’ costituita da ossa, cartilagini, tendini, legamenti e muscoli. Questa struttura deve essere flessibile e mai rigida per mantenere il suo funzionamento ottimale ed essendo sottoposta alle leggi della meccanica è soggetta ad usura.

Tutte le articolazioni sono collegate tra di loro e ognuna di esse dipende dalle altre, esse fanno quindi parte di un unico meccanismo. Ad esempio un semplice movimento come la rotazione della testa, comporta il movimento di tutta la colonna vertebrale. Essendo la struttura tutta collegata, una limitata capacità di movimento di una zona si rifletterà su di un’altra parte del corpo come ad esempio un movimento dei piedi limitato può comportare difetti di regolazione e forti tensioni nella parte alta della schiena. Se il nostro corpo fosse privato di tutti i suoi muscoli, tendini, legamenti e tessuti molli, le ossa che lo compongono combacerebbero perfettamente l’una con l’altra senza creare squilibrio. Sono quindi i muscoli e le loro tensioni a creare un disequilibrio strutturale e blocchi articolari.

I disturbi strutturali

Indipendentemente dal fatto che si faccia o meno esercizio fisico, ci sono molti fattori che determinano un’alterazione dell’equilibrio della struttura articolare:

  • Forza di gravità
  • Eccessiva attività fisica o carente
  • Errori posturali
  • Lesioni
  • Invecchiamento e usura
  • Tossine

Conclusioni

In base alle considerazioni precedenti possiamo dire che l’attività fisica è importante per la salute, ma è altresì importante preservare il corretto funzionamento della struttura articolare e fare in modo che il nostro corpo non metta in funzione dei meccanismi di “compenso” che portino a scorrette posture. In tal caso, oltre al problema primario è necessario agire anche sul compenso al fine di evitare il ripresentarsi del disequilibrio in futuro.

Altri articoli verranno pubblicati successivamente per approfondire maggiormente i benefici di questa tecnica.

Autore: Padrin Maurizio / Fonte: naturopataonline.org          www.ec-planet.com