Alimentazione: non usate fogli o lamine di alluminio

AlluminioI fogli a lamina di alluminio, sono stati introdotti per la prima volta agli inizi del 1900, attualmente sono uno degli oggetti da cucina più comunemente usati. È estremamente versatile e viene utilizzato per la cottura, il confezionamento e anche per il trattamento di alcuni problemi comuni di salute.

Tuttavia, questo articolo svela il problema alluminio, della sua natura nell’uso nella cottura, lede la funzione del cervello e si è scoperto che ha attivato l’insorgenza della malattia di Alzheimer. Come spiegato da un medico esperto, l’esposizione a questo metallo pesante può causare il declino mentale, la perdita di memoria, dell’equilibrio, del controllo del corpo e della sua coordinazione.

Inoltre, è stato dimostrato scientificamente che la cottura con un foglio di alluminio colpisce le ossa, a causa del fatto che nelle ossa si accumula il metallo e causa la perdita di calcio, è di fondamentale importanza non usarlo per la buona salute delle ossa. È stato anche riscontrato che la cottura con un foglio di alluminio causa la fibrosi polmonare e altri problemi respiratori.

Quando esposto ad alte temperature per la cottura di grigliate, piccoli pezzi di metallo si trovano negli alimenti. Anche se questi piccoli pezzi non vengono rilasciati, aggiungere alcune spezie o limone può causare alluminio lisciviazione chimica.

Essam Zubaidy ricercatore in ingegneria chimica presso l’Università di Sharjah, ha fatto uno studio approfondito che ha esaminato gli effetti dell’alluminio durante la cottura. Si è riscontrato che il cibo cotto in foglio di alluminio può contenere fino a 400 mg di alluminio.

Più è alta la temperatura, più alta è la liscivia. Il foglio di alluminio non è adatto per la cottura e non è adatto per l’uso con le verdure come pomodori, succhi di agrumi o spezie“, spiega Essam.

In particolare, questo studio ha dimostrato che il cibo cotto in soluzioni acide come pomodoro o succo di limone e salsa sono stati effettivamente assorbiti più elevate quantità di alluminio. Come accennato in precedenza, aggiungere le spezie aumenta ulteriormente lisciviazione. D’altra parte, i cibi cotti al sale o alcool assorbe meno di alluminio.

Mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che 40 mg è il consumo sicuro giornaliero di alluminio, questo studio condotto da ricercatori dell’Università Americana di Sharjah hanno dimostrato che il cibo avvolto in un foglio di alluminio può contenere più di 6 volte tanto. Inutile dire che l’ingestione di questo metallo in quantità tali è tutt’altro che sicura.

Per riassumere, anche se questo semplice strumento è economico e aiuta a preparare pasti gustosi, è estremamente negativo per il vostro cervello per le ossa, e, infine, ai polmoni. Pertanto, se si vuole evitare problemi legati al cervello, problemi con le ossa e avere i polmoni sani, assicuratevi di non usare più fogli di lamine di alluminio nella cottura.

Fonti estere:

Doctors Are Now Warning: If You Use Aluminum Foil, Stop It Or Face Deadly Consequences

Doctors Are Now Warning: If You Use Aluminum Foil, Stop It Or Face Deadly Consequences

Turns out you shouldn’t be using aluminium foil on the barbecue

PDF Risk Assessment of Using Aluminum Foil in Food Preparation

Foto di WerbeFabrik / Fonte: complottisti.com   www.ecplanet.com

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I benefici del digiuno. Una verità accuratamente censurata

DigiunoDigiuno – I benefici segreti di seguito riportati da un discorso tenuto da Mark Mattson, attuale capo del Laboratorio di Neuroscienze presso il “National Institute on Aging”. Egli è anche un professore di neuroscienze presso la “Johns Hopkins University”, nonché uno dei più importanti ricercatori nel campo dei meccanismi cellulari e molecolari alla base di molteplici malattie neurodegenerative, come il Parkinson e il morbo di Alzheimer.

Ho scelto di includere “Big Pharma” nel titolo perché questa è esattamente la realtà. Ci sono stati innumerevoli esempi di manipolazione della ricerca pubblicata nelle mani delle aziende farmaceutiche negli ultimi anni. Il dottor Richard Horton, redattore capo di “The Lancet”, ha recentemente dichiarato che gran parte della letteratura scientifica pubblicata oggi è semplicemente falsa.

E ‘il motivo per cui il Dr. Marcia Angell, ex redattore capo di “The New England Journal of Medicine”, ha detto che “l’industria farmaceutica ama descrivere se stessa come un’industria basata sulla ricerca, come fonte di farmaci innovativi. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità”. Ed è il motivo per cui John Ioannidis, epidemiologo presso la “Stanford University School of Medicine”, ha pubblicato un articolo intitolato “Perché la maggior parte dei testi pubblicati sono falsi”, in seguito divenuto l’articolo più ampiamente accessibile nella storia della “Public Library of Science”.

Mark e il suo team hanno pubblicato diversi articoli che dimostrano come il digiuno due volte alla settimana potrebbe ridurre significativamente il rischio di sviluppare sia il morbo di Parkinson che l’Alzheimer.

“È noto da tempo che i cambiamenti nella dieta abbiano effetti sul cervello. Anche i bambini che soffrono di crisi epilettiche sembrano avere meno problemi quando se sottoposti a restrizione calorica o digiuni. Si ritiene che il digiuno protegga il cervello dai segnali sovraeccitanti cui incorrono le persone che soffrono di epilessia”.

Molti studi sulla restrizione calorica mostrano come gli individui che la praticano sviluppino una maggiore capacità di combattere le malattie croniche.

“La restrizione calorica allunga la vita e ritarda le malattie croniche legate all’età in una varietà di specie, tra cui ratti, topi, pesci, mosche e vermi. Il meccanismo o meccanismi attraverso i quali ciò si verifica non sono ancora chiari”.

Il digiuno fa cose buone per il cervello, evidenti da tutti i cambiamenti neurochimici benefici che avvengono nel cervello quando digiuniamo. Inoltre, migliora la funzione cognitiva, aumenta i fattori neurotrofici, aumenta la resistenza allo stress e riduce le infiammazioni.

L’assenza di cibo è una sfida per il tuo cervello, il quale risponde ai cambiamenti che si verificano durante il digiuno, imitando i cambiamenti che si verificano durante l’esercizio fisico. Entrambi aumentano la produzione di proteine nel cervello (fattori neurotrofici), che a sua volta promuove la crescita di neuroni, la connessione tra i neuroni, e la forza delle sinapsi.

“Le sfide per il cervello, che si tratti di digiuno intermittente o di attività fisica intensa, sono sfide cognitive. Quando questo accade, i neuro-circuiti si attivano, i livelli di fattori neurotrofici aumentano, promuovendo la crescita di neuroni e la formazione e il rafforzamento delle sinapsi”.

Il digiuno può anche stimolare la produzione di nuove cellule nervose dalle cellule staminali presenti nell’ippocampo. Sembra che il digiuno stimoli anche la produzione di chetoni e che possa favorire l’aumento dei mitocondri nei neuroni, migliorando anche la capacità di apprendimento e di memorizzazione.

Uno studio pubblicato dai ricercatori della “University of Southern” ha mostrato che i cicli di digiuno prolungato proteggono dai danni al sistema immunitario e, inoltre, inducono la rigenerazione dello stesso.

Il digiuno uccide le cellule immunitarie vecchie e danneggiate inducendo il corpo a produrne di nuove completamente sane.

“Non potevamo prevedere che il digiuno prolungato avrebbe avuto un effetto così notevole nel promuovere la rigenerazione a base di cellule staminali. Quando si rischia di morire di fame, il sistema tenta di risparmiare energia ed una delle cose che può fare per risparmiare energia è quella di riciclare cellule immunitarie non necessarie, in particolare quelle danneggiate. Il numero di globuli bianchi scende con il digiuno prolungato; quando poi si inizia a ri-alimentarsi, le cellule del sangue tornano ai loro valori iniziali”.

Articolo originale: collective-evolution.com / Fonte: controinformo.info / Traduzione e sintesi di Nico Forconi    http://www.ecplanet.com

Carne di maiale? NO, grazie

 

Alert cande di maialeQuello che stai per leggere probabilmente non l’avevi mai sentito prima, ma è molto probabile che a fine articolo ci penserai due volte prima di consumare nuovamente carne di maiale.

La carne di maiale, per chi segue la dieta del gruppo sanguigno sa che non è indicata, ed infatti è risaputo, come afferma un mio amico medico che fa i test di intolleranza, che quasi tutti i suoi pazienti risultano che non devono consumare maiale.

Questo non dovrebbe sorprendere se si considera come in moltissime culture antiche fosse proibito consumare carne di maiale e la motivazione è più pratica che religiosa.

Le leggi Bibliche, come del resto in parte anche il Corano, affermano che si possa mangiare rispettando, tuttavia, rigidi rituali di macellazione (dissanguamento), soltanto carne di ruminanti, volatili e non animali con unghie bipartite.

Questo precetto non è assolutamente frutto superstizioni infatti, oltre a considerare come il suino vive e viene allevato nella sporcizia e nell’impurità, esistono delle motivazioni più profonde.

Quando George Orwell scriveva nella sua novella “La fattoria degli animali” che l’uomo e il maiale erano pressocché identici era più vicino alla verità di quanto sapesse.

Il motivo per cui la carne di maiale va evitata è che ha troppo DNA in comune con l’uomo e proprio per questo che il nostro corpo non lo assimila completamente.

Gli studenti di medicina, fin dal medioevo, per le loro esercitazioni di anatomia, utilizzavano un animale di disposizione, forma, pelle e struttura degli organi interni molto simile a quella umana: ovviamente usavano il maiale.

Una ricerca dell’Università dell’Illinois ha preso da una parte il genoma umano e dall’altra quella del maiale e hanno scoperto incredibili somiglianze. “Abbiamo preso il genoma umano, diviso in 173 pezzi e riorganizzati per renderlo come quello di un maiale”, spiega la genetista animale Lawrence Schook. “Tutto combacia perfettamente. Il maiale è geneticamente molto simile all’uomo”.

Gli scienziati hanno pubblicato uno studio su Nature nel 2013 in cui hanno eseguito il più imponente studio sul genoma del maiale sequenziandolo completamente, e aprendo le porte allo xenotrapianto (trapianti di organi dal maiale all’uomo).

Il Prof. H.Reckeweg nel suo libro di Omotossicologia, fa un lungo e complesso discorso di similitudine biologica della carne di maiale con quella umana, che creerebbe reazioni cellulari complesse ed improprie, quello che viene chiamato“cannibalismo filogenetico”.

Chi si è abituato a consumare questa carne, rimane sottoposto ad una specie di assuefazione (come nel caso di tabacco, alcool, caffè ed altre droghe). Il Prof. H. Reckeweg afferma che quando diceva ai suoi pazienti di rinunciare al maiale se volevano guarire tutti rispondevano: “Però, dottore, è così buona!” “come posso farne a meno?”.

Sapevi che i maiali vivono pochi anni? In primo luogo perché la loro età biologica è limitata a pochi anni, e poi, perché vengono creati per essere uccisi intorno ai sei anni al massimo. È risaputo inoltre che se i maiali vivono più di sei anni sviluppano inevitabilmente qualche tipo di tumore o degenerazione. Non senza ragione, per tutto ciò che abbiamo detto finora, possiamo affermare che il maiale dovrebbe essere evitato.

Il Dott. Cosimo Bagnulo, medico di Medicina Generale a Casamassima, in provincia di Bari e autore del libro “Dalla mucca pazza all’Alzheimer” (Nuova Palomar) afferma che il 60% delle persone colpite da patologie come Alzheimer, cancro, sclerosi multipla, vive in Paesi in via di sviluppo; mentre chi vive nel Terzo Mondo, in particolar modo in Paesi di religione islamica, questo tipo di malattie sono assenti. Solo un caso?

Bisogna anche considerare che nel maiale albergano virus e parassiti, soprattutto nei polmoni. Secondo il Prof. Shope dell’Istituto di Virologia di Londra il virus influenzale alberga primariamente nel polmone del maiale, e per questo i pazienti grandi mangiatori di maiale e specialmente salsicce (che contengono polmone di maiale) soffrono in particolare di influenza.

Lo studio del 2013 già menzionato ha anche scoperto che i maiali hanno 112 sequenze di DNA che corrispondo a quelle responsabili delle malattie croniche comeAlzheimer e Parkinson. Il Dott. Claudio Viacava (a cui rimando per approfondimenti), biologo e nutrizionista, spiega che quando mangiamo il maiale imucopolisaccaridi, presenti in una grande quantità di strutture del tessuto connettivo dell’animale, una volta penetrate nel nostro organismo, si dirigono soprattutto verso quelle strutture a cui biologicamente appartengono, causando tossicità fisica, psichica e quindi spirituale. Inoltre, se consideriamo anche gli studi sul DNA del Dott. Bruce Lipton, possiamo dire che i geni del maiale che sequenziano queste malattie innescano nell’uomo (fattore ambientale) l’attivazione degli stessi geni e quindi lo sviluppo della malattia (epigenetica).

Ora che conosci tutto questo sei libero di mangiare il maiale, e quindi anche di sapere come staresti meglio senza.

Fonte: dionidream.com  http://www.ecplanet.com