Il Sole verso un nuovo Minimo di Maunder

SoleGiungono altre conferme a quanto segnalammo tempo fa, soprattutto sulla base delle ricerche condotte dall’astronomo statunitense Eric Dollar.

Dollar fu il primo o uno dei primi scienziatiad avvisare che l’attività solare era sempre più debole. Lo specialista lanciò l’allarme circa l’avvento di una piccola era glaciale, conosciuta come Minimo di Maunder. [1]

Tra l’altro, Alessandro Manzoni, nei “Promessi sposi”, ambientati tra il 1628 ed il 1630, indugia sui prodromi di questa fase meteo-climatica, contraddistinta da crollo delle temperature ed aridità.

Mutatis mutandis, sembra che siamo prossimi ad una situazione molto simile, sebbene l’attuale siccità sia in toto di origine artificiale.

Non è casuale se in Rivelazione di Giovanni-Cerinto, testo esoterico e simbolico è scritto: “Poi suonò il quarto angelo; e la terza parte del sole fu percossa e la terza parte della luna e la terza parte delle stelle, sì che la loro terza parte si oscurò; e la terza parte del giorno non splendeva né la notte in modo simile”. (Apocalisse 8:12).

Si consideri infine, come ci ricorda Dollar, che un’attività solare tenue implica un inasprimento delle operazioni chimiche, giacché è la nostra stella ad alimentare, con la sua energia, la ionosfera usata dai militari e dai civili per le radio-comunicazioni. [2]

Gli scienziati mettono in guardia: il Sole andrà a “dormire” nel 2030, causando un crollo delle temperature ed una possibile ’mini era glaciale per la Terra.

È quanto emerge da un nuovo studio – riportato dal “Daily mail” – secondo il quale fra il 2020 e il 2030 i cicli solari si cancelleranno uno con l’altro: questo porterà ad un fenomeno chiamato ’Maunder minimum’, all’origine di una piccola era glaciale che colpì l’Europa fra il 1646 e il 1715, causando fra l’altro il congelamento del Tamigi.

Il modello usato nella ricerca – secondo la professoressa Valentina Zharkova, che lo ha presentato al National Astromy Meeting a Llandun – suggerisce che l’attività solare calerà del 60% durante il 2030. Sulle incognite climatiche per il futuro è intervenuta anche Confagricoltura: “Abbiamo davanti uno scenario di medio periodo inquietante. Il cambiamento climatico (sic) non è più qualcosa che accadrà in futuro: è già qui e sta manifestando i suoi effetti. Le imprese agricole sono state le prime a confrontarsi con questo problema. Non esiste, infatti, altra attività umana così dipendente dal clima come l’agricoltura ed il nostro paese non può sottrarsi a questa sfida”, ha affermato Antonio Boselli, componente della Giunta di Confagricoltura.

Riferimenti

[1] Il minimo di Maunder è il nome dato al periodo che va circa dal 1645 al 1715 e che fu caratterizzato da un’attività solare molto scarsa, ovvero una situazione in cui il numero di macchie solari divenne estremamente basso.

[2] Dollar ha dedicato quattro anni a studiare il Sole alla Sonoma State University, prima che il suo laboratorio fosse chiuso d’autorità. Egli ritiene che il Sole non sia una gigantesca fornace a fusione nucleare che sprigiona luce e calore bruciando combustibile, ma un corpo celeste in grado di convertire energia da un’altra dimensione. L’ipotesi, che può sembrare peregrina, non è del tutto nuova: è possibile che le stelle attingano l’energia dall’etere, come ventilato da taluni studiosi. Qui, però, ci interessa in particolar modo un’altra osservazione di Dollar: egli ritiene che uno degli scopi di H.A.A.R.P. e degli altri riscaldatori ionosferici sia quello di creare uno strato di plasma artificiale, ogni qual volta la debole attività solare non alimenta la ionosfera naturale. È una conclusione che merita di essere considerata ed approfondita, perché conferma quanto sappiamo a proposito degli interventi ad opera dei militari per cui la ionosfera è indispensabile ai fini delle comunicazioni radio.

Dichiara l’astronomo: “Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L’ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare”.

La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un’indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come “solar radiation management”, volte a mitigare gli effetti dell’attività solare. In realtà sarebbe il contrario, ossia le operazioni di aerosol sarebbero finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.

Foto di WerbeFabrik / Articolo originale: Lo studio sul clima: “Il sole si spegnerà del 60 per cento nel 2030”

Articolo originale commentato dai lettori dove si può proporre un proprio commento.

Autore: Rosario Marcianò

Fonti:
tankerenemy.com – Scie Chimiche (Chemtrails) –
TANKER ENEMY TV –
tankerenemymeteo.blogspot.co.uk      http://www.ecplanet.com

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La cannella contro l’alitosi

La cannella è un ottimo rimedio contro l'alitosiL’alito cattivo può essere causato da molti fattori, che vanno da una scarsa igiene alla presenza di determinati batteri nella bocca.

I collutori commerciali spesso contengono moltissimi prodotti chimici e coloranti, che possono causare seri danni alla nostra salute. Senza contare l’alcool, che può attaccare il rivestimento delle gengive.

Se vuoi disfarti dell’alito cattivo, e rinfrescare la bocca in modo naturale, il seguente rimedio farà al caso tuo. Si tratta di un collutorio naturale a base di cannella, che puoi preparare facilmente a casa. Non ha alcun effetto secondario, è sicuro e non attacca lo smalto dei denti.

Hai bisogno di: 2 limoni, 1 tazza di acqua tiepida, 1 cucchiaino di bicarbonato e mezzo cucchiaino di cannella in polvere.

Versa in una bottiglia il succo dei due limoni, la cannella e il bicarbonato. Aggiungi l’acqua tiepida e mescola bene fino a far integrare tutti gli ingredienti.

Usa questo rimedio per fare 2 o 3 gargarismi di circa 1 minuto ciascuno. Questo collutorio naturale elimina l’alito cattivo grazie alle grandi proprietà antibatteriche della cannella, che attaccano i batteri causanti il cattivo odore.

Anche il bicarbonato possiede proprietà antibatteriche, ed è inoltre utilissimo a sbiancare i denti. Il succo di limone ha un aroma rinfrescante, e aiuta anch’esso ad eliminare l’alito cattivo.

Foto di WerbeFabrik / Fonte: rimedio-naturale.it   www.ecplanet.com

Robotizzazione: a casa 800 milioni di lavoratori. Ma i robot non potranno fare tutto

Robot

Un nuovo studio della società di consulenza, McKinsey Global Institute (MGI), rivela che fino a un terzo dei lavoratori degli Stati Uniti e 800 milioni di lavoratori a livello globale potrebbero perdere il lavoro a causa dell’automazione entro il 2030.

Il nuovo rapporto, intitolato “Jobs lost, jobs gained: Workforce transitions in a time of automation,” si basa su una precedente ricerca MGI pubblicata nel gennaio del 2017.

La società di consulenza stima che tra 400 e 800 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo potrebbero essere rilevati dai sistemi automatici entro il 2030 con un conseguente importante aumento della disoccupazione.

Il rapporto suggerisce che ben 375 milioni di lavoratori o il 14% della forza lavoro globale dovranno cambiare categoria professionali come risultato dell’intelligence automation.

Anche se ci sarà abbastanza lavoro per garantire la piena occupazione entro il 2030, ci attendono importanti transizioni che potrebbero eguagliare o addirittura superare la scala dei cambiamenti storici derivanti dall’agricoltura e dalla produzione“, secondo un rapporto del McKinsey Global Institute pubblicato questo mese.

Secondo i ricercatori della MGI, i lavori “più suscettibili all’automazione includono, oltre alle fabbriche, quelli fisici in ambienti prevedibili, come le macchine operatrici e la preparazione di alimenti nei fast food”, secondo un articolo sull’ultimo rapporto. “La raccolta e l’elaborazione dei dati sono altre due categorie di attività che possono essere eseguite sempre più in modo migliore e più rapido con le macchine.

Questo potrebbe portare alla perdita di molti posti di lavoro, ad esempio, nelle banche, nei settori paralegali, nella contabilità e nell’elaborazione delle transazioni di back-office“.

Insomma, i giovani che si preparano ad entrare nel mondo del lavoro oggi farebbero bene a cercare di capire quali saranno i settori che meno soffriranno il calo dei posti di lavoro disponibili.

Foto di WerbeFabrik / Fonte: reccom.org   www.ecplanet.com