Passeggiare nella natura modifica i nostri ormoni e trasforma il DNA

NaturaSteve Jobs è noto per i suoi “meeting camminati” nel parco e lo stesso anche il fondatore di Facebook MarkZuckerberg. Se ci fai caso inoltre anche tu quando devi trovare una soluzione cominci a camminare avanti e dietro. Forse i ricercatori sono arrivati a dare una spiegazione.

Una passeggiata nella natura oltre a liberarci la mente e mettere in moto il corpo cambia i percorsi neuronali in modo da migliorare nettamente la nostra salute mentale. Non è un guru a dircelo ma uno studio dell’Università di Stanford.

Sicuramente camminare è utile per la perdita di peso, la prevenzione di malattie cardiovascolari ed un migliore metabolismo e temperatura corporea. In pochi sanno, però, che camminare ci rende più creativi e felici.

Purtroppo la maggior parte di noi vive in città e spende pochissimo tempo nel verde e nella natura rispetto a quanto avveniva alcune generazioni fa. Diverse ricerche(1)mostrano che chi vive nel grigio della città ha rischio maggiore di vivere disturbi psicologici ed ha un valore più alto degli ormoni dello stress.

Gregory Bratman dell’Università di Stanford in uno studio(2) precedente aveva scoperto che gli studenti che passeggiavano nel parco dell’università erano più attenti e felici di quelli che camminavano per lo stesso tempo nel traffico cittadino.

Ma lo studio non aveva analizzato l’aspetto neurologico alla base di questa netta diversità.

Bratman ha quindi fatto un’ulteriore ricerca(3) che è stata pubblicata sul National Academies of Sciencies in cui ha analizzato le persone che “rimuginano” tutto il tempo, ossessionate dal chiacchiericcio mentale e dalla lamentela su se stessi e il mondo. Il risultato è stato chiarissimo: passeggiare nella natura è così benefico perché spegne il chiacchiericcio mentale come è possibile notare dall’analisi cerebrale in cui l’area del cervello normalmente attiva nel “rimuginio” (corteccia prefrontale subgenuale) è molto meno attiva.

Insomma stare nella natura sembra farci uscire dalle storie della mente e farci ritrovare quella pace e leggerezza che hanno gli uomini che vivono a contatto con la natura. Chi ha viaggiato per il mondo sa che ci sono popolazioni povere ed arretrate che però vivendo in paradisi naturali sono sempre felici, solari e ospitali, e probabilmente non sanno neanche di essere povere o di avere dei problemi. Se non l’hai fatti ti consiglio di leggerti questo meraviglioso estratto di Eckhart Tolle “Lascia che la natura ti insegni la calma”.(4)

Ecco l’ultima ragione per cui dovresti camminare nella natura. Se non sembri essere stressato potresti avere un altro motivo per camminare: migliorare la tua creatività e trovare soluzioni geniali nelle situazioni da risolvere.

Sempre all’Università di Stanford i ricercatori(5) hanno analizzato i livelli di creatività delle persone che camminano spesso rispetto a quelle che passano la maggior parte del giorno sedute. Il risultato è stato chiaro: camminare aumenta il livello di creatività del 60%.

E la cosa interessante e sbalorditiva a detta degli studiosi, è che camminare sul tapis-roulant o all’aperto ha lo stesso effetto: raddoppia la capacità di dare risposte creative rispetto a starsene seduti.

Bisogna sapere che stress, ansia e depressione sono malattie molto diffuse e innescano nel nostro cervello un deficit nei processi cognitivi basici (memoria, comprensione e creatività). Camminando ogni giorno questi problemi miglioreranno notevolmente.

Uno dei più grandi nemici del nostro cervello è la routine.

Camminare con regolarità, tre volte al giorno per almeno 40 minuti, rinnova i percorsi neuronali e:

libera il cervello dalle preoccupazioni;

  • ci fornisce più ossigeno, facendoci sentire meglio e stimolando il lobo frontale (connesso alla creatività e allo stato d’animo);
  • libera endorfine, facendoci sentire più euforici ed ottimisti
  • sparisce il cortisolo, l’ormone dello stress
  • ci fa sentire più rilassati, entusiasti e pieni di fiducia

Camminare nella natura, in un parco o in campagna, è un atto di grande apertura, liberazione ed espansione. Non si tratta di un atto spirituale, ma di una necessità organica, sopratutto se viviamo in città.

“Studi clinici hanno dimostrato che immergersi per 2 ore al giorno nei suoni della natura riduce fino all’800% gli ormoni dello stress e attiva 500-600 segmenti di DNA, capaci di curare e riparare il corpo.”

Riferimenti:

(1) How Walking in Nature Changes the Brain

(2) The benefits of nature experience: Improved affect and cognition

(3) Nature experience reduces rumination and subgenual prefrontal cortex activation

(4) Eckhart Tolle ~ “Lascia che la natura ti insegni la calma”

(5) Stanford study finds walking improves creativity

Foto di pixabay.com / Fonte: dionidream.com / http://www.ecplanet.com

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Inchiesta shock: propagare virus per alimentare il business dei vaccini

Virus e vacciniL’Italia sembra uno snodo fondamentale del traffico di virus. L’indagine è stata aperta dalle autorità americane e portata avanti dai carabinieri del Nas. Al centro c’è un groviglio di interessi dai confini molto confusi tra le aziende che producono medicinali e le istituzioni pubbliche che dovrebbero sperimentarle e certificarle. Con un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: emerge un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale.

Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie, sia per proteggere la popolazione che per difendere gli allevamenti di bestiame. In un caso, ipotizzano perfino che la diffusione del virus tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager.

In uno degli episodi descritti nell’inchiesta, si scopre che i ceppi delle malattie più contagiose viaggiano da un Paese all’altro senza precauzioni e autorizzazioni.

Esistono trafficanti disposti a pagare decine e decine di migliaia di euro pur di impadronirsi degli agenti patogeni:averli prima permette di sviluppare i vaccini battendo la concorrenza. In un caso, si ipotizza perfino che la diffusione del virus tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager.

Il traffico di virus è stato scoperto dalla Homeland Security, il ministero creato dopo le Torri Gemelle per stroncare nuovi attacchi agli Stati Uniti. Nel loro mirino è finita un’attività ad alto rischio: l’importazione negli States di virus dall’Arabia Saudita per elaborare farmaci, poi riesportati nel Paese arabo. Il presidente e tre vice presidenti della compagnia farmaceutica incriminata per l’operazione sono stati condannati a pene pesanti. Fondamentale per l’indagine è la testimonianza di Paolo Candoli, manager italiano della Merial, la branca veterinaria del colosso Sanofi: l’uomo ha patteggiato l’immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico. Ai detective ha descritto come nell’aprile 1999 si fece spedire illegalmente a casa in Italia un ceppo dell’aviaria tramite un corriere Dhl.

A procurarlo era stato il veterinario statunitense di un allevamento di polli saudita, condannato negli Usa a 9 mesi di prigione e 3 anni di libertà vigilata per “cospirazione in contrabbando di virus”. Chiusi i processi, nel 2005 l’Homeland Security ha trasmesso i verbali di Candoli ai carabinieri del Nas. Gli investigatori sin dai primi accertamenti si rendono conto di avere davanti uno scenario da incubo. Infatti, sottolineano i carabinieri, l’arrivo del virus in casa Candoli coincide con l’insorgenza nel Nord Italia, a partire proprio dal 1999, della più grossa epidemia da virus H7N3 di influenza aviaria sviluppatasi negli allevamenti in Italia e in Europa. Già all’epoca le indagini condotte dal Nas di Bologna avevano evidenziato l’esistenza di una organizzazione criminale dedita al traffico di virus ed alla produzione clandestina di vaccini proprio del tipo H7: antidoti che in quel momento venivano somministrati clandestinamente ai polli degli stabilimenti italiani.

Il capitolo più inquietante è quello del traffico di virus, fatti entrare in Italia nei modi più diversi e illegali. Le intercettazioni telefoniche dei Nas di Bologna e Roma sono definite allarmanti. Fra i metodi per importare in Italia agenti patogeni, c’era anche quello di nascondere le provette fra i capi di abbigliamento sistemati in valigia: in questo modo, spiegano, «sembrano i kit del piccolo chimico» e non destano sospetti in caso di controlli. Il manager rivela inoltre che i virus non sono stati fatti entrare illegalmente solo in Italia, ma anche in Francia per la realizzazione di vaccini nei laboratori della Merial a Lione. «In Francia comunque non ci sono mai stati problemi per importare i ceppi», dice Candoli, e aggiunge che lì hanno fatto arrivare anche virus esotici. Un altro dirigente dell’azienda spiega al telefono:

«Ascolta Paolo, noi facciamo delle cose, molto più turche nel senso di difficoltà logistica, tu sai che facciamo il Bio Pox con il Brasile per cui figurati se ci fermiamo davanti a un problema che è praticamente un terzo di quello che facciamo con i brasiliani».

Uno dei capitoli più inquietanti dell’inchiesta condotta dai Nas ricostruisce la diffusione dell’allarme sul pericolo di contagio umano per l’aviaria nella primavera 2005. Gli inquirenti hanno esaminato i documenti ufficiali e le iniziative delle aziende, sostenendo che l’emergenza «sia stata un problema più mediatico che reale». Dietro il paventato rischio di epidemia per il virus H5N1 – scrivono i carabinieri – si potrebbe celare una “strategia globale” ispirata dalle multinazionali che producono i farmaci. Nel dossier investigativo vagliano il ruolo dell’Organizzazione mondiale della sanità, la massima autorità del settore, che in un documento del 2004 raccomandava di fare scorte di Oseltamvir (Tamiflu) prodotto dalla Roche. Dopo un anno anche in Italia cominciano a venire pubblicati articoli sull’epidemia in arrivo, “inevitabile ed imminente”. Si consiglia il vaccino per proteggersi comunque dall’influenza stagionale e l’uso di farmaci antivirali, incluso il Tamiflu, contro l’aviaria: in poco tempo le vendite del prodotto Roche aumentano del 263 per cento.

Molte delle informazioni allarmistiche – sostengono i carabinieri – sono emerse da un convegno tenuto a Malta nel settembre 2005, sponsorizzato dalle aziende che confezionano vaccini contro l’influenza e farmaci antivirali. Due settimane dopo, c’è una correzione di tiro. L’Istituto Superiore di Sanità afferma che un ceppo virale di H5N1 “che potrebbe scatenare la prossima pandemia influenzale globale mostra di resistere al Tamiflu”, che tanti paesi cominciavano ad accumulare. Ed ecco la svolta, sottolineata da diversi articoli: «Fortunatamente, il ceppo virale non è però risultato resistente all’altro antivirale in commercio, Relenza della Glaxo».

I carabinieri sostengono che l’allarme è stato alimentato nonostante di fatto non stesse accadendo nulla. Anche Candoli al telefono definisce la diffusione delle notizie «una forma di vero e proprio terrorismo informativo» ma poi commenta positivamente la vendita in un solo mese di un milione e mezzo di dosi di vaccino anti-influenza prodotto dalla sua azienda:

«Anche certe industrie farmaceutiche che producono vaccini umani hanno un business mica da noccioline sebbene non ci sia nulla di diverso rispetto a sei mesi, un anno o addirittura cinque mesi anni fa. L’unica cosa di diverso è che adesso stanno ragionando sulla possibilità che vi sia una pandemia, che non è scritta da nessuna parte».

Foto di WerbeFabrik / Fonte: italiapatriamia.eu    http://www.ecplanet.com

I neuroni dell’intestino interagiscono con quelli del cervello

I neuroni dell'intestino interagiscono con quelli del cervelloPotremmo quasi affermare che il modo di dire “prendere una decisione di pancia” non sia del tutto sbagliato.

Vi è infatti un fondo di verità: l’intestino è il nostro secondo cervello, composto da oltre cento milioni di neuroni in dialogo continuo con quelli nella testa.

Le cellule nervose nell’addome producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore della felicità, che poi agisce sul cervello: “Se si mangia un cibo gustoso la produzione aumenta e ci sentiamo meglio” spiega Attilio Giacosa, docente di gastroenterologia all’Università di Pavia, che spiega anche come “un’infiammazione dell’intestino distrugge la serotonina, e se al cervello ne arriva meno stiamo male, fino alla depressione”.

La relazione fra i due cervelli è molto stretta e a due direzioni, così per esempio lo stress si ripercuote sulla salute gastrointestinale.

Un’indagine di Assosalute (assosalute.info) ha dimostrato che nel 78% degli uomini e nell’88% delle donne preoccupazioni e ansia hanno causato problemi a stomaco e intestino.

“In questi casi gonfiore, dolori, difficoltà digestive si manifestano soprattutto di giorno.

Si interviene con farmaci per automedicazione o curando la dieta: mangiare senza fretta e in modo equilibrato, scegliendo cibi non troppo grassi e cucinati in maniera semplice, aiuta a prevenire e risolvere i fastidi da stress”.

Quindi, la salute di stomaco e intestino si ripercuote anche sul benessere psicologico.

Foto di WerbeFabrik