Svelati i trucchi mimetici dei granchi

Svelati i trucchi mimetici dei granchiI granchi di una singola specie si affidano a diversi trucchi per mimetizzarsi a seconda dell’habitat in cui vivono.

Gli scienziati dell’università di Exeter hanno confrontato i modelli di colore dei granchi comuni (Carcinus maenas) (1) che vivono nelle insenature rocciose con quelli che vivono sui fondali piani e fangosi.

I ricercatori hanno constatato che i granchi delle distese fangose si erano mimetizzati perfettamente con l’habitat sabbioso, mentre i granchi che vivevano negli habitat rocciosi non erano ben mimetizzati con le rocce pur facendo affidamento sulla “colorazione dirompente” – l’uso di schemi ad alto contrasto per rompere l’aspetto del contorno del corpo.

I granchi di riva sono i più comuni sulle coste della Gran Bretagna, familiari a tutti coloro che praticano la pesca con la retina scrutando i bassi fondali rocciosi durante la bassa marea. I granchi oggetto di questo studio provenivano da sei diverse locazioni situate in Cornovaglia.

Il professor Martin Stevens, (2), del Center for Ecology and Conservation dell’Università di Exeter nel Penryn Campus in Cornovaglia, spiega: “I granchi sono molto variabili nel colore e nel disegno e sono spesso estremamente difficili da vedere. Abbiamo utilizzato l’analisi delle immagini per simulare la visione di predatori (uccelli e pesci) per testare come si mimetizzano i granchi di mare. Come avevamo previsto, gli esemplari in habitat rocciosi riescono a mascherare più efficacemente il contorno del corpo nei complessi fondali rocciosi in cui spesso non è possibile abbinare il colore dell’ambiente. Al contrario, i granchi delle piane fangose si sono perfettamente mimetizzati con il fango in termini di colore, luminosità e disegno, ma mancano di marcature dirompenti ad alto contrasto che possono dar loro un migliore mimetismo nell’uniforme ambiente fangoso.”

Questa ricerca, pubblicato nella rivista Scientific Reports, (3) si è focalizzata sulle varie dinamiche di camuffamento perpetrate dai granchi in ambienti naturali, ma anche in ambienti artificiali costruiti dal team scientifico. Il lavoro ha identificato e studiato le varie tipologie di mimetizzazione utilizzate dai granchi reali in habitat diversi.

“Alla percezione della vista i granchi di riva hanno un colore verdognolo, ma in realtà possono essere estremamente colorati e ogni esemplare può sembrare completamente diverso. Con il nostro studio abbiamo spiegato perché i granchi applicano strategie variabili a seconda dell’habitat in cui vivono”, ha concluso il professor Martin Stevens.

Riferimenti:

(1) Carcinus maenas

(2) Martin Stevens

(3) Background matching and disruptive coloration as habitat-specific strategies for camouflage

Autore traduzione riassuntiva e adattamento linguistico: Edoardo Capuano / Articolo originale: Background matching and disruptive coloration as habitat-specific strategies for camouflage

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Fonte: http://www.ecplanet.com

Spesi 1800 miliardi per le armi nel 2018

Nel 2018, le spese per le armi nel mondo sono cresciute del 2,6% rispetto all’anno precedente. Raggiunto il 2,1% del Pil mondiale: 239 dollari per personaRispetto alla fine della guerra fredda (1998), le spese sono aumentate del 76%. Da sola, la Cina copre il 14% delle spese militari mondiali.

Cresciute anche le cifre di Arabia saudita, India, Francia, Pakistan, Turchia. Le tensioni fra le nazioni dell’Asia, come pure fra Cina e Stati Uniti sono le spinte maggiori per la continua crescita delle spese militari nella regione.

Nel 2018, le spese militari nel mondo sono cresciute del 2,6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la quota di 1800 miliardi di dollari. La crescita è del 76% rispetto alla situazione dopo la guerra fredda (1998). Cina e Stati Uniti da soli coprono il 50% della cifra. Sono alcuni dei dati offerti oggi dal Sipri (Stockholm International Peace Research Institute sul loro sito, (1) dove si fa notare che i cinque Paesi con la maggiore spesa militare sono Stati Uniti, Cina, Arabia saudita, India e Francia. Da soli, questi Paesi coprono il 60% delle spese militari globali.

L’istituto precisa che le “spese militari” comprendono “le spese dei governi per le forze armate e per le attività, compresi salari e benefits; spese di operazioni, armi ed equipaggiamento, costruzioni militari, ricerca e sviluppo, amministrazione centrale, comando e supporto”.

Fra i dati più interessanti, il Sipri fa notare che la spesa militare globale nel 2018 ha raggiunto il 2,1% del Pil mondiale, ossia 239 dollari per persona.

Per la prima volta dal 2010, le spese militari Usa sono cresciute del 4,6%, raggiungendo la quota di 649 miliardi di dollari. La Cina, al secondo posto, ha visto un incremento del 5%, raggiungendo i 250 miliardi. Negli ultimi 24 anni, Pechino ha di continuo aumentato le spese militari: rispetto al 1994 esse sono ora 10 volte di più. Da sola, la Cina copre il 14% delle spese militari mondiali.

Nel 2018 anche l’India ha accresciuto le sue spese del 3,1; il Pakistan dell’11%; la Corea del Sud del 5,1%. Secondo gli studiosi del Sipri, “le tensioni fra le nazioni dell’Asia, come pure fra Cina e Stati Uniti sono le spinte maggiori per la continua crescita delle spese militari nella regione”.

Il primato delle spese in assoluto va agli Stati Uniti, che hanno aumentato le spese militari di 27,8 miliardi di dollari. L’aumento maggiore in percentuale va invece alla Turchia, col 24% di incremento (19 miliardi).

Su 10 Paesi con la maggiore spesa militare (in termini di percentuale del Pil), sei appartengono al Medio Oriente: Arabia saudita (8,8% del Pil), Oman (8,2), Kuwait (5,1) Libano (5, 0), Giordania (4,7), Israele (4,3).

Riferimenti:

(1) sipri.org

Fonte: asianews.it      www.ecplanet.com

Foto di pixabay.com