L’Italia in crisi spenderà 30 mld di dollari in armamenti

ArmamentiQuasi 30 miliardi di dollari, pari a 70 milioni di euro al giorno. È la nuova spesa militare dell’Italia (media giornaliera) calcolata dal Sipri di Stoccolma, l’istituto internazionale di ricerche sulla pace: la spesa militare italiana è salita nel 2016 a 27,9 miliardi di dollari. «Un flusso irrefrenabile ma diventato normale, quasi ovvio», scrive Gianni Ballarini su “Nigrizia”, in un reportage ripreso da “Il Cambiamento”.

Che osserva: cresce a dismisura il commercio internazionale delle armi italiane, grazie anche al pieno coinvolgimento collaborativo e interessato delle banche, «che mettono a disposizione dell’industria bellica servizi di intermediazione ben remunerati e conti correnti». Per “Nigrizia”, ormai, «l’industria militare è il pilastro del sistema paese», almeno secondo «ciò che pensa il governo». E i dati lo confermano: «Cresce la spesa e l’export di armamenti conosce un vero boom. Soprattutto verso i regimi della penisola arabica. Cala, invece, la vendita verso l’Africa». Le banche? «Sostengono il business, seppellendo ogni tentennamento etico».

Solo poche fonti, tra cui il “Tirreno”, il “Manifesto” e “Italia Oggi”, hanno registrato – lo scorso 19 aprile – l’imbarco di armi e blindati, nel porto di Piombino, sulla nave Excellent, noleggiata dal ministero della difesa e battente bandiera maltese. «Dopo aver imbarcato un gran quantitativo di armamenti e aver effettuato uno scalo tecnico ad Augusta, s’è diretta a Gedda, in Arabia Saudita, attraversando il canale di Suez. Secondo l’autorità portuale di Piombino, quelle armi e quei blindati erano destinati a un corso di addestramento bellico di militari italiani nella penisola arabica.

L’unico a protestare è stato Giulio Marcon, parlamentare civatiano di “Sinistra Italiana”: «L’Arabia Saudita è coinvolta in Yemen in una guerra sanguinosa, è sotto il banco d’accusa dall’Onu per la violazione dei diritti umani e ha sostenuto alcune fazioni terroristiche in Medioriente». Marcon ha chiesto, inutilmente, «l’immediato blocco del trasferimento delle armi nella penisola arabica», nonché «lo stop alle esercitazioni e a ogni vendita di armi all’Armamenti». Ma nessuno ci ha fatto caso, sui media: ormai «la vendita di armi anche a paesi in conflitto è oramai sdoganata e non più avvolta da alcun tabù», annota “Nigrizia”.

L’ultima relazione governativa sugli armamenti, aggiunge il “Cambiamento” citando “Nigrizia”, rivela come il Belpaese stia conoscendo una crescita esponenziale, soprattutto nell’export armato. Il valore è aumentato dell’85% rispetto al 2015, raggiungendo la cifra di 14,6 miliardi di euro. «Pesa la mega-vendita (oltre 7 miliardi di euro) di caccia Eurofighter Typhoon (28) al Kuwait: si tratta della più grande commessa mai ottenuta da Finmeccanica/Leonardo».

Ma nei primi 11 posti della classifica delle nazioni destinatarie, aggiunge la rivista, troviamo Arabia Saudita (427,5 milioni), Qatar (341 milioni), Turchia (133,4 milioni) e Pakistan (97,2), «che fanno parte di coalizioni di guerra o che sono conosciuti come paesi fortemente repressivi». Nel “libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”, cioè «la nuova Bibbia governativa», si legge come sia «essenziale che l’industria militare sia pilastro del sistema-paese, perché contribuisce al riequilibrio della bilancia commerciale». Per cui merita ogni sostegno possibile.

In questo contesto, si distingue l’Africa: i 136 milioni di euro, valore delle licenze italiane di esportazione nel 2016, rappresentano il secondo dato più basso dal 2008. Peggio dell’anno scorso è stato solo il 2014. Il calo è stato del 43,4% (oltre 240 milioni di euro nel 2015), con un dato particolarmente negativo per il Nordafrica (-56%). Negli ultimi 5 anni il calo di export verso la sponda Sud del Mediterraneo è stato importante: si è passati dai 308,4 milioni del 2012 ai 38,5 dell’anno scorso (-87,5%). A colpire, in particolare, è la chiusura dei rubinetti con l’Algeria, uno dei paesi con cui lavoravano maggiormente le aziende belliche italiane. L’anno scorso hanno commerciato armi per 25,2 milioni di euro. Nel 2012 il dato sfiorava i 263 milioni di euro. Nell’Africa subsahariana spicca invece il dato dell’Angola, «non propriamente la culla della democrazia e della difesa dei diritti civili». Qui si è passati dai pochi spiccioli del 2015 (72.000 euro) agli 88,7 milioni di euro nel 2016, posizionando il paese al 13° posto della classifica dei paesi acquirenti.

“Conti armati”, li chiama “Nigrizia”: «Accanto a un’industria bellica italiana in piena espansione, il 2016 ha segnato pure l’esplosione dei conti correnti armati. Gli istituti di credito, infatti, hanno definitivamente seppellito ogni tentennamento morale per rituffarsi a corpo morto sul business delle armi. In un solo anno il valore delle transazioni bancarie legate all’export definitivo di armamenti è passato dai 4 miliardi del 2015 ai 7,2 miliardi del 2016 (+80%), frutto di 14.134 segnalazioni, rispetto alle 12.456 dell’anno precedente. Un boom inarrestabile se si osserva la crescita rispetto a soli due anni fa: +179% (2,5 miliardi di euro, nel 2014)».

A occupare il primo posto è il gruppo Unicredit, con oltre 2,1 miliardi di euro, pari a circa il 30% dell’ammontare complessivo movimentato per le sole esportazioni definitive, e con una crescita del 356% rispetto al 2015 (474 milioni di euro). Dopo Unicredit, compare il gruppo Deutsche Bank, con oltre un miliardo di euro. E al terzo posto c’è la britannica Barclays, con oltre 771 milioni di euro e con una crescita del 113,8% rispetto ai dati del 2015 (360,9 milioni).

Sorprendente la performance della bresciana Banca Valsabbina: «In un anno le sue transazioni “armate” sono cresciute del 763,8% passando dai 42,7 milioni di euro del 2015, ai 369 milioni circa dell’anno scorso». Questo istituto – che ha sede a Vestone, piccola realtà della Comunità montana della Valle Sabbia, e la direzione generale a Brescia – evidentemente rappresenta un punto di riferimento per tutto il settore armiero della zona. «Sono i paesi mediorientali, in genere, a essere ottimi clienti delle banche, avendo fatto transitare sui conti bancari del Belpaese una massa enorme di denaro: quasi 4,3 miliardi di euro, pari al 59% del totale». Ma anche i paesi africani fanno un balzo in avanti, passando dai 300 milioni del 2015 ai quasi 320 milioni del 2016: è l’area subsahariana a incidere maggiormente, con una crescita del 153% (dai 42 milioni del 2015 ai 106,4 dell’anno scorso). Conclude “Nigrizia”: «Le banche armate, evidentemente, generano fiducia anche al di là del Mediterraneo».

Foto di WerbeFabrik / Fonte: libreidee.org    www.ecplanet.com

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I sogni sono la voce del nostro inconscio

I sogni sono la voce del nostro inconscioLa nostra realtà interiore soggettiva non è meno reale della nostra realtà esterna oggettiva, in quanto, i nostri mondi interiori ed esteriori sono entrambi coerenti e si influenzano l’un l’altro direttamente.

In realtà, si potrebbe dire che viviamo in due mondi e prestando attenzione ai nostri simboli onirici, potremmo ottenere intuizioni reali e la guida diretta dalla nostra mente inconscia.

Ecco i 10 simboli onirici a cui prestare particolare attenzione:

Acqua

L’acqua è direttamente associata alle tue emozioni e riflette il tuo attuale stato emotivo. Se stai reprimendo delle emozioni nella tua vita di veglia, o se le emozioni che senti sono fuori controllo, l’acqua si manifesterà nei tuoi sogni. È fondamentale analizzare lo stato dell’acqua per trovarne il significato più profondo.

Fiori

Vedere dei fiori può indicare delle nuove opportunità di cui non sei ancora consapevole. I fiori che spuntano indicano che hai piantato dei semi nei tuoi pensieri, che stanno per germogliare nella realtà oggettiva. Mentre sognare fiori appassiti o morti, sta ad indicare che una fase della tua vita, sta volgendo al termine.

Il Sole

Un simbolo potente di energia spirituale. Vedere il sole che brilla, indica la consapevolezza, l’illuminazione e l’abbondanza. Un’alba indica nuove realizzazioni e gioia. Se vedi un sole al tramonto, un sole oscurato o un’eclissi di sole, significati più profondi hanno bisogno di essere esplorati, in quanto potrebbero indicare dei periodi di transizione.

La Luna

Un altro simbolo onirico molto potente. Vedere la luna nel tuo sogno indica l’aspetto più ombroso, il lato nascosto, invisibile, altamente intuitivo e creativo di te, che ti sta esortando ad avere fiducia nelle tue intuizioni. La luna viene spesso associata all’energia femminile e alla sua influenza sulla nostra coscienza.

Strada

Il simbolo del viaggio della nostra vita, la strada nel tuo sogno è un chiaro segno di dove sei nel tuo stato di veglia. Se incontri un bivio, una decisione importante che ti aspetta, se la strada è accidentata o ha curve, aspettati dei rallentamenti sugli obiettivi che stai cercando di raggiungere. Se la strada è oscurata, denota scelte sfavorevoli che hai fatto e ti suggerisce di avere molta cautela ad affrontarle.

Volare

Volare è classificato come un sogno lucido e può essere un campanello d’allarme del tuo inconscio alla tua parte cosciente. Volare denota delle difficoltà che stai tentando di superare nel tuo stato di veglia. È importante per la ricerca e la realizzazione di tutti gli aspetti del tuo sogno, di vedere fino a che punto riuscirai a spingerti e fino a quale altezza volerai, in questo modo il tuo inconscio comprenderà che ti stai lasciando andare e che stai lasciando fluire.

Un appunto importante: nel momento in cui si sogna di volare e ci si rende conto di sognare, il significato assume un interpretazione diversa. In quel caso si sta vivendo un sogno lucido.

Scala

Sognare una scala indica generalmente buona fortuna. Se sali una scala, ti trovi in una posizione favorevole di avanzamento spirituale o materiale. Hai fatto il lavoro necessario per raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato. Tuttavia, se cadi da una scala, può significare che i tuoi sforzi saranno valsi a nulla. Se sogni una scala rotta, può voler dire che dei problemi stanno arrivando nella tua strada.

Scatola

Sognare una scatola, indica che sono state nascoste delle cose alla tua parte cosciente. Una scatola vuota indica delusioni e significa che non c’è niente per te su quella strada. Vedere molte scatole indica dei sentimenti che si sta tentando di reprimere.

Sirene

Sognare una sirena o più sirene e sentirne la voce, indica un aspetto molto importante nella tua vita di cui ti sei accorto. Le sirene sono un grido d’allarme del tuo inconscio, esse hanno lo scopo di ottenere la tua attenzione. Stai in guardia da quelle tentazioni egoiche, che non serviranno per un bene più alto.

Telefono che squilla

Un telefono che squilla indica un aspetto della tua personalità che finalmente sta venendo fuori. Qualcosa nella tua vita ha bisogno di attenzione e sta diventando sempre più incombente il bisogno di rendersene conto. Una situazione può esserti più chiara di quanto lo fosse prima. Se il telefono continua a suonare senza avere una risposta, potrebbero essere degli aspetti della tua vita che scegli di ignorare e rifiutare di vedere.

Articolo originale: bestndebooks.com / Foto di WerbeFabrik / Fonte: thedayafter2012.blogspot.co.uk    www,ecplanet.com

Screditare Trump. Questa è stata la strategia della CNN

Donald TrumpÈ in corso una tempesta di emme sulla rete televisiva statunitense Cnn, uno dei principali media “ostili” al presidente Usa Donald Trump, che nelle ultime settimane ha dovuto ritrattare una serie di notizie false e notizie da fonti anonime tese ad avvalorare la teoria della collusione tra il presidente e la Russia.

Sono tutte bufale e dato che negli Stati Uniti chi scrive menzogne non solo finisce in galera ma deve anche pagare monumentali rimborsi per danni subiti dal diffamato, ecco che la CNN è dovuta correre precipitosamente ai ripari. stava diffamando il presidente Trump.

La scorsa settimana la Cnn ha pubblicato sul proprio sito un articolo del suo reporter veterano Thomas Frank, che collegava l’hedge-fund manager e confidente di Trump, Anthony Scaramucci, a un fondo di investimento russo che sempre secondo l’articolo era oggetto di investigazione da parte del Senato, nell’ambito delle indagini sul “Russiagate”.

L’articolo, fondato sulle rivelazioni di non meglio identificata “fonte anonima”, è stato però prontamente smontato nei contenuti da Scaramucci e da media russi, incluso il network “Sputnik” che hanno dimostrato essere un falso e una calunnia.

La Cnn, così, ha dovuto fare precipitosamente marcia indietro, ammettendo che l’articolo non rispondeva agli standard editoriali della rete e annunciando le dimissioni di Frank e degli altri due cronisti autori del pezzo “incriminato”.

La Cnn, però, era già stata subissata di critiche lo scorso giugno, quando aveva erroneamente anticipato che l’ex direttore dell’Fbi james Comey avrebbe smentito il presidente Trump durante la sua deposizione al Senato, negando di avergli mai garantito che non fosse personalmente oggetto di indagini federali. Anche questa era una falsa notizia.

Prima ancora, la Cnn si era trovata sulla graticola per i grotteschi attacchi al presidente di due collaboratori della rete, Reza Aslan e Kathy Griffin: quest’ultima si era fatta riprendere mentre reggeva in mano una riproduzione della testa mozzata del presidente.

A screditare ancor più la rete CNN, in prima fila nella campagna dei media che Trump ha definito la “vera opposizione” alla Casa Bianca, c’è un video clamoroso che circola da ieri: il video, filmato da “Project Veritas”, un sito di informazione di orientamento conservatore, riprende il senior producer della Cnn John Bonifield, mentre afferma, inconsapevole di essere filmato, che la campagna della Cnn e di tanti altri media Usa contro Trump è una scelta editoriale consapevole ed espressamente dettata dalla dirigenza per alimentare gli ascolti, e che non poggia su alcuna evidenza concreta, almeno per quanto riguarda la collusione tra il presidente e la Russia.

È una vera e propria campagna diffamatoria, questa della CNN.

Trump non si è lasciato scappare i passi falsi della Cnn, e ieri ha pubblicato una serie di tweet scagliandosi contro quella rete e quotidiani come la “Washington Post” e il “New York Times”, che accusa di aver rinunciato all’informazione in favore dell’attivismo politico.

La “Washington Post” ammette che la Cnn è “inciampata” in un momento già pessimo per la sua credibilità, e che l’errore è probabilmente dovuto alla smania di alimentare “ascolti e traffico web”; il quotidiano, però, sembra voler difendere proprio l’articolo che la Cnn ha disconosciuto, sottolineando che quest’ultima non ha ammesso esplicitamente che le accuse a Scaramucci siano false.

Naturalmente il Washington Post evita di scrivere che quel disconoscimento è stato suggerito dai legali della CNN. Se avesse ammesso di aver pubblicato una notizia clamorosamente falsa, si sarebbe immediatamente trovata della condizione di dover pagare richieste danni miliardarie al diffamato.

Altrettanto ovviamente, in Italia non è stato reso noto nulla di questa disgustosa vicenda che abbatte la credibilità della CNN. Ci mancherebbe. È la televisione “democratica” per eccellenza. Poco importa se è una macchina da diffamazione globale che inventa di sana pianta notizie false per screditare il principale avversario del suo partito di riferimento, qual è Donald Trump.

Foto di WerbeFabrik /Fonte: ilnord.it    – http://www.ecplanet.com