Sprechi Ue: l’edificio del parlamento va rifatto. Preventivo 480 mln

Sprechi UeI parassiti di Bruxelles sono bravissimi a sprecare il denaro da loro estorto ai contribuenti Ue per progetti faraonici e quindi non deve sorprendere se adesso vogliono demolire il palazzo che ospita il parlamento europeo a Bruxelles per costruirne uno ancora più grande.

E sì, avete indovinato: molto ma molto costoso.

Il palazzo attuale, costruito 24 anni fa e costato quasi un miliardo di euro per tutti i lavori aggiuntivi fatti in questo periodo, non sarebbe abbastanza grande per ospitare tutti gli europarlamentari e il loro poderosi staff burocratici a cui vanno aggiunti i funzionari Ue a pieno regime – alcune migliaia, lievitati negli anni – e quindi serve un nuovo edificio e il costo totale della demolizione di quello attuale e la costruzione di uno nuovo ammonterebbe a 430 milioni di euro.

Ovviamente questi costi verranno pagati dagli stati membri e se questo progetto verrà approvato prima della brexit la Gran Bretagna dovrà versare 66,7 milioni di euro.

Tale edificio è solo una delle tre sedi del parlamento europeo: infatti una settimana al mese gli europarlamentari si incontrano a Stasburgo ed esiste anche un terzo edificio nel Lussemburgo che non viene usato dal 1981 ma che pesa sul bilancio comunitario.

Quest’ultimo edificio è stato oggetto di critiche perché nonostante l’enorme costo di costruzione e il suo mancato utilizzo non rispetta alcuni standard di sicurezza e polemiche sono nate nel 2012 per il fatto che una lesione è apparsa sul tetto e se questo non bastasse l’impianto del riscaldamento si rompe spesso causando diversi disagi.

A presentare il piano per la demolizione e la ricostruzione è stato il segretario generale Klaus Welle il quale ha escluso ogni iniziativa volta a ristrutturare l’edificio esistente giustificandola col fatto che sarebbe troppo complicato.

Come è facile immaginare questa notizia ha fatto infuriare gli euroscettici i quali non hanno perso occasione di usarla come esempio sul perché è importante che la Gran Bretagna esca dall’Unione Europea e l’europarlamentare dello UKIP Jonathan Arnott, che fa parte della commissione bilancio, polemicamente ha suggerito di demolire questo edificio e non ricostruirlo più.

Questa notizia è stata ampliamente riportata dalla stampa britannica ma censurata in Italia perché imbarazzante per il governo Gentiloni visto che anche i contribuenti italiani sono chiamati a contribuire per questa opera faraonica e inutile.

Noi ovviamente non ci stiamo e abbiamo riportato questa notizia perché vogliamo che qualcuno chieda spiegazioni al governo riguardo i costi di questo progetto.

Foto di WerbeFabrik / Autore: Giuseppe De Santis / Fonte: ilnord.it     www.ecplanet.com

Eurasia più potente: La SCO include due nuove potenze nucleari. L’Eurasia ha il suo G8

G8 EurasiaAstana, in Kazakistan, ha ospitato lo storico vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai. Storico perché per la prima volta dalla fondazione l’organizzazione ha nuovi membri. Ora include due altre potenze nucleari, India e Pakistan. Inoltre la SCO riunisce quasi la metà della popolazione mondiale.

Secondo il rappresentante russo al vertice Vladimir Putin, tutto ciò renderà l’organizzazione più influente, e non solo in Eurasia. Evidenza visibile della crescente autorità della SCO, per la prima volta al vertice c’era il segretario generale delle Nazioni Unite. I sei Paesi fondatori ne hanno aggiunto due all’organizzazione, India e Pakistan.

Quindi, la mappa geopolitica del mondo ha ora un nuovo “grande otto”. Nel cerimoniale compaiono i primi ministri indiano e pakistano, insieme ai leader di Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Può sembrare una formalità da protocollo, ma è il quadro della struttura più potente dell’Eurasia. Recentemente, sembrava che il dialogo tra India e Pakistan non fosse possibile. Sono Paesi dalle relazioni storicamente difficili e con controversie territoriali. I grandi otto riuniscono quasi la metà della popolazione mondiale e generano un quarto del PIL globale.

“Nei Paesi dello SCO operano cellule dello SIIL, come mostra l’indagine sull’attentato in Russia a San Pietroburgo. Secondo i resoconti, lo SIIL pianifica la destabilizzazione in Asia centrale e nelle regioni meridionali della Russia. Di conseguenza, va rafforzato il coordinamento dei servizi speciali della SCO“, dichiarava il Presidente Vladimir Putin. “La Russia è all’avanguardia nella lotta al terrorismo, in particolare in Siria. Sappiamo che questa è la giusta richiesta per sostenere i nostri sforzi comuni nel combattere il terrorismo, in particolare in Afghanistan, vicino dell’Asia centrale”, dichiarava il Presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev. L’Afghanistan è attualmente Stato osservazione presso la SCO.

Rispondendo ai giornalisti, Putin ha detto che nessuno al mondo potrà sopravvivere a uno scontro tra Stati Uniti e Russia. “Assai corretta e puntale, la caratteristica della SCO è che non permetterà la destabilizzazione del mondo“, dichiarava il Presidente della Bielorussia Alelsandr Lukashenko. L’enorme potenziale economico regionale veniva sottolineato dal leader cinese Xi Jinping. Il suo progetto “Via della Seta” si riferisce ai nuovi corridoi tra Asia e Europa e alla futura area di libero scambio. “Chiediamo di semplificare le procedure commerciali, di sviluppare un programma coordinato sulle autostrade, creare l’Unione dei centri economici ed associazioni imprenditoriali“, dichiarava il Presidente Xi Jinping.

I leader hanno utilizzato il vertice come piattaforma per i contatti bilaterali. Putin ha parlato con il Presidente della Mongolia e con il Primo Ministro Sharif su progetti congiunti. Il padiglione russo è uno dei più grandi dell’area espositiva, illustrando l’energia nucleare e le possibilità dell’Artico russo, rompighiaccio e centrali nucleari galleggianti per alimentare villaggi remoti. L’esposizione rimarrà per 3 mesi, e sarà visitata da più di 2 milioni di visitatori.

Il presidente russo ha partecipato al vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a Astana. I leader della SCO hanno firmato la convenzione sulla lotta all’estremismo e sostenuto l’adesione di India e Pakistan nella struttura. Nel 2017, la SCO include Russia, Cina, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kazakistan. India e Pakistan sono ormai pieni aderenti, dopo due anni di preparazione. “Va ripetutamente detto che la principale minaccia alla sicurezza degli Stati aderenti alla SCO è soprattutto il terrorismo: la lotta contro tale male è importante, unendo gli sforzi della comunità internazionale“, dichiarava Vladimir Putin aprendo la riunione. “Nell’ambito della nostra organizzazione e delle sue agenzie specializzate, è in corso un lavoro congiunto e nello stesso tempo creiamo un’interazione altrettanto efficiente con altri partner, all’esterno della nostra organizzazione, vediamo cosa succede in Siria, Iraq, Afghanistan, Medio Oriente in generale e devo dire che la situazione politica negli Stati Uniti non è favorevole a garantire che il lavoro internazionale sia costruttivo e sistematico”. “Secondo i rapporti, lo SIIL prepara nuovi piani per destabilizzare l’Asia centrale e le regioni meridionali della Russia, per cui dobbiamo rafforzare il coordinamento dei servizi speciali dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, inclusa la struttura antiterroristica regionale“, sottolineava Putin.

Vladimir Putin ha anche proposto di affidare ai Ministri degli Esteri degli Stati aderenti alla SCO l’elaborazione delle opzioni per risolvere la crisi in Afghanistan, osservatore nell’organizzazione. “Riteniamo importante riprendere il lavoro del gruppo di contatto Organizzazione della Cooperazione di Shanghai – Afghanistan”, sospeso nel 2009. A quanto pare, non tutti i Paesi della NATO vogliono esservi coinvolti. Quasi nessuno vuole tornare alla modalità piena“. La riunione proseguiva con la partecipazione dei capidelegazione dei Paesi osservatori della SCO e delle organizzazioni internazionali.

Il capo del Comitato Esecutivo della Struttura Regionale Antiterrorismo della SCO, Evgenij Sysoev, affermava che attraverso il coordinamento delle azioni nell’organizzazione si è riuscito ad impedire 40 crimini terroristici, inclusi 16 attentati. In totale, sono stati arrestati 100 membri di organizzazioni estremiste. Allo stesso modo, il Segretario Generale della SCO Rashid Alimov dichiarava che i Paesi aderenti appoggiano l’idea cinese dell’integrazione “One Belt – One Way“.

Articolo originale: fort-russ.com / Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora   www.ecplanet.com