Calcio, non più questione di famiglia: la storia dei nuovi ricchi

Calciatori

Come è cambiata la gestione delle società negli ultimi decenni?

Il miliardo per Beppe Savoldi, Quaresma pagato più di Ronaldo ed i 100 milioni per Bale. Questo, in brevissima sintesi, quanto accaduto negli ultimi decenni. L’economia mondiale del calcio è completamente mutata, sia sul piano dirigenziale che finanziario. La gestione di un tempo, a conduzione familiare e guidata da ricchi proprietari legati (sentimentalmente o geograficamente) alla società acquisita è ormai un lontanissimo ricordo, conclusosi forse per sempre con cerchio chiuso dalla cessione del Milan ai cinesi da parte di Silvio Berlusconi.

Dalle grandi famiglie italiane agli emiri

Quattro anni prima era stata la volta di Moratti e quell’Inter che è stata di proprietà della famiglia, Angelo prima e Massimo poi, per svariati decenni fra miliardi consumati e successi internazionali raccolti. L’ultimo anello di congiunzione rimasto fra passato e futuro è ancora legato al ponte degli Agnelli, una permanenza che dura da praticamente un secolo, fra tanti successi e pochi fallimenti.

La politica economica del pallone ha ormai preso un’altra strada, quella di emiri, sceicchi e magnati. Club senza alcuna storia oggi rappresentano gli unici indirizzi di destinazione dei maggiori club del mondo: Chelsea, Manchester City e Psg alcuni degli esempi lampanti. Tutto ciò ha sbattuto l’Italia fuori dalle vetrine sulla via principale del vecchio Continente, con la possibilità (forse) solo con l’arrivo di Suning all’Inter di riacquisire un potere economico all’altezza, in attesa di constatare l’affidabilità dei nuovi responsabili della società rossonera.

Il modello Juventus e l’approdo dei cinesi nel grande calcio

Grazie alla Juventus l’ultima sessione di mercato l’Italia ha riportato nella top 11 dei trasferimenti più costosi ben due giocatori: Higuain in entrata e Pogba in uscita. Suning ha speso oltre 120 milioni di euro, mentre il Napoli ha reinvestito quasi totalmente i 94 milioni incassati dalla cessione del bomber argentino. Il più grande cambiamento deve però guardare ben oltre i confini europei, più precisamente in Cina. Non più giocatori a fine carriera o di secondo piano, campioni affermati attratti da valanghe di milioni annui disposti a sacrificare la propria carriera in nome di un richiamo economico obiettivamente attrattivo.

I fattori da sempre cardini del calciomercato sono quelli anagrafici, l’età media dei trasferimenti più costosi è dai 23 a 27 anni ed il ruolo: di gran lunga gli attaccanti stimolano i Presidenti a sborsare il maggior numero di assegni, seguono trequartisti e difensori centrali.

L’Italia negli anni ‘80 e ’90 non ha avuto rivali nell’acquisto dei maggiori giocatori del momento, da Maradona ai tedeschi dell’Inter fino agli olandesi del Milan. L’eccezionalità tutta italiana rendeva unico il nostro Belpaese per la capacità di attrarre top player non con le solite note, ma anche con club dalle grandi proprietà quali Parma e Lazio.

Individuare i prossimi centenari acquisti non è complicato, stando al trend degli ultimi anni. Neymar, Mbappe, Aubameyang, Kane e Lukaku sono solo alcuni dei nomi sul taccuino dorato dei grandi proprietari europei. Sempre in attesa che arrivi la grande svolta e che uno di loro possa sposare il “progetto cinese” facendo dell’Asia il nuovo paradiso del football.

Fonte: sports.bwin.it   http://www.ecplanet.com

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