Il Financial Times critica le riforme di Matteo Renzi

Matteo RenziL’editoriale in prima pagina a firma di Tony Barber sul Financial Times – dal titolo fulminante “Le riforme di Renzi sono un ponte costituzionale verso il nulla” – boccia senza dubbio alcuno le suddette riforme costituzionali italiane oggetto del referendum del 4 dicembre prossimo.

“Contrariamente a quanto afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi – scrive l’editorialista – la riforma, che riduce drasticamente i poteri del Senato, a favore della Camera dei deputati, e il numero dei senatori da 315 a cento, rendendoli non più elettivi, farebbe poco per migliorare la qualita’ del governo, della legislazione e della politica”.

“Renzi – prosegue Barber – attribuisce al bicameralismo perfetto la lentezza del processo legislativo e l’instabilità, ma il parlamento italiano approva più leggi all’anno di quelli della Francia, della Germania, del Regno Unito e degli Stati Uniti e i numeri quindi smentiscono le affermazioni del premier Renzi”.

“Pur non disponendo della maggioranza al Senato – ricorda Tony Barber – lo stesso Renzi è riuscito a far approvare leggi centrali del suo programma come quelle sugli sgravi fiscali e sul mercato del lavoro” quindi non dipende affatto dal bicameralismo la lentezza riformatrice dell’Italia.

“L’elevato numero di governi che si sono succeduti nella storia repubblicana italiana – argomenta Barber -non dipende dai poteri del Senato: “La spiegazione principale è la natura frammentata dei partiti politici italiani. Cio’ riflette la frammentazione della società italiana”.

A suo parere, “ciò di cui l’Italia ha bisogno non è approvare più leggi più velocemente, ma meno leggi e migliori. Devono essere scritte in modo accurato e applicate davvero, invece di essere bloccate o aggirate dalla pubblica amministrazione, da interessi particolari e dall’opinione pubblica”.

Alle modifiche alla Costituzione, inoltre, si aggiunge la legge elettorale col premio di maggioranza, “anch’essa un cattiva riforma” per l’editorialista che con questo articolo dà voce alle profonde perplessità su Renzi che ormai emergono a tutti i livelli internazionali.

“Nelle capitali dell’Ue – conclude Barber – c’è la sensazione che Renzi meriti di essere sostenuto. Un’Italia senza timone, vulnerabile a una crisi bancaria e al movimento anti-sistema Cinque stelle, potrebbe scatenare problemi. Eppure la sconfitta referendaria di Renzi non necessariamente destabilizzerebbe l’Italia. Una vittoria, d’altra parte, esporrebbe la follia di mettere l’obiettivo tattico della sopravvivenza di Renzi davanti alla necessità di una sana democrazia”.

L’editoriale del Financial Times mette in evidenza lo scollamento ormai evidentissimo tra l’esecutivo italiano e i poteri forti europei sia in ambito finanziario che politico. Non è un caso che questo editoriale – che evidentemente è condiviso e incentivato dall’editore del Financial Times – abbia trovato immediata eco sulla stampa tedesca e francese.

Fonte: ilnord.it   www.ecplanet.com

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