In Italia allevamenti di gatti destinati al macello?

GattoGira un comunicato stampa dall’Aidaa, associazione italiana difesa animali e ambiente. La notizia è stata pubblicata da Repubblica senza alcuna verifica.

La stessa associazione denunciò episodio di ‘zoofilia’ mesi fa, che non trovarono poi alcun riscontro.

Secondo l’associazione lo scorso anno:

“in Italia sono stati uccisi 6-7.000 Gatti che sono stati poi cucinati, e non stiamo parlando di ristoranti asiatici, ma di italiani, che specialmente nelle provincie di Brescia, Cremona, Vicenza, Verona ma anche nel milanese e nella zona tra Parma e Reggio Emilia in alcuni casi organizzano dei veri e propri pranzi a base di gatto con la presenza anche di 20-30 persone.

Ovviamente tutto questo avviene quasi sempre di nascosto anche perché in Italia uccidere e mangiare un gatto o un cane è un reato punibile con il carcere ai sensi dell’articolo 544 del codice penale”.

Non crediamo a questi numeri. Per un motivo molto semplice: sono talmente grandi, che se ne avrebbero strascichi giudiziari evidenti.

Ad esempio, se Aidaa ha ricevute segnalazioni reali su vicende precise, perché non presenta regolare denuncia?

Ci pare, insomma, la classica leggende metropolitana.

Secondo l’Aidaa, poi, “non si tratta solo di randagi a cui viene data la caccia, ma anche di felini rapiti dalle colonie o allevati per il consumo alimentare”.

Allevamenti di gatti da cucinare?

Sarebbe osceno, ma sarebbe anche facile da scoprire. Se Aidaa ha ricevute segnalazioni su questi allevamenti, presenti immediata denuncia.

E il fatto che lo stesso comunicato segnali anche che sono in aumento le ‘pagine Facebook e i siti dove si inneggia a cucinare animali domestici ed in particolare cani e gatti’, non distinguendo la goliardia dalla realtà, ci fa essere molto scettici su questo allarme che, oltretutto, è identico a quello lanciato lo scorso anno.

Sia chiaro, è possibile se non probabile che si verifichino casi sporadici, come del resto si verificano per ogni cosa, ma da qui a quello che sarebbe un evento criminale di enorme portata…

Quando si lanciano certi gravi allarmi, si deve essere rigorosi nei numeri, altrimenti, si rischia di vanificare il lavoro di chi, veramente, vuole proteggere gli animali.

Fonte: voxnews.info   www.ecplanet.com

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