Oroscopo 2015 per l’Italia: TASSE ALLE STELLE

Tasse alle stelleIl premier non eletto ed ex sindaco di Firenze Matteo Renzi, continua a ripetere ad ogni piè sospinto che la legge di stabilità (la vecchia finanziaria), ha portato una riduzione delle tasse.

È veramente così come dice, oppure è l’ennesimo annuncio propagandistico?

Vediamo un po’ i dettagli:

– Per le fondazioni e gli enti non commerciali, è cambiata la tassazione sugli utili distribuiti: la base è passata dal 5 al 77,74% e questo in deroga allo statuto del contribuente. Ovvero lo stato ha fatto strame di una norma di diritto.

– La tassazione per i fondi pensione e per le casse previdenziali è lievitata rispettivamente al 20 ed al 26%. Vero che è stato previsto un credito d’imposta di 80 milioni di euro (un’inezia) per i fondi che investiranno nell’economia reale, ma è a “rubinetto”, ovvero finiti i fondi stabiliti, non si potrà detrarre nulla.

– È stato eliminato il taglio dal 3,9 al 3,5% dell’IRAP e nonostante qualche correttivo inserito in termini di deducibilità dalla base imponibile, il saldo rimane negativo per i contribuenti.

– È stato inserito un aumento delle accise sui carburanti a partire da giugno qualora la ue bocci il sistema in base al quale il pagamento dell’IVA della pubblica amministrazione sarà versata direttamente all’erario dalle singole amministrazioni. La cosa è quantomeno singolare: siamo in presenza di un governo succube della ue, che poi non attende il parere della commissione per nuove norme fiscali, e scarica la responsabilità dell’eventuale inadempienza direttamente sui cittadini andando a mettergli le mani in tasca tramite l’aumento dei carburanti.

– La tassazione del regime dei minimi passa dal 5 al 15% e se si guarda la norma nel dettaglio, non appare nemmeno particolarmente vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria

– Sono previsti tagli alle regioni per altri 4 miliardi, che significherà nuove penalizzazioni per la sanità, ovvero ticket e prestazioni a pagamento. Certo, non è una tassa vera e propria, ma sono sempre costi aggiuntivi per i cittadini, in particolare per le fasce deboli.

– Per tutti i lavoratori dipendenti che decideranno di chiedere l’anticipo del TFR in busta paga, si troveranno la “piacevole” sorpresa di vederselo tassato in cumulo al reddito percepito e non in tassazione separata. Questo significherà per molti un aumento dell’aliquota fiscale che potrebbe mangiare tutto l’anticipo del TFR.

– Aumenta l’IVA sul pellet da riscaldamento, che passa dal 10 al 22%, ovvero è più che raddoppiata.

– Aumento IVA al 25% e delle tasse sui carburanti in caso di mancato rispetto delle previsioni economiche (praticamente certo, dato che questo governo non ha azzeccato una sola delle previsioni sull’andamento dell’economia).

Che dire? Se questo è il calo delle tasse, c’è da tremare quando Renzi dirà che sono aumentate, perché vorrà dire che saremo arrivati a livello da esproprio. Per la verità già ci siamo, visto che la pressione fiscale supera stabilmente il 44%

E con una situazione del genere non si riesce a capire come l’economia possa ripartire. Non è con annunci a vuoto che torna la fiducia e la voglia di investire o quella di consumare (e gli acquisti di Natale lo stanno a dimostrare).

Se poi consideriamo la presenza di bombe nascoste come le clausole di salvaguardia legate all’aumento dell’IVA e delle accise sui carburanti pronte ad esplodere verso la metà dell’anno, il quadro per il 2015 si preannuncia piuttosto fosco.

Ormai l’apice della curva di Laffer, in Italia, è stato scavallato e qualsiasi ulteriore inasprimento fiscale, come quelli messi in campo con la legge di stabilità 2015 potrà avere come unico effetto quello di ulteriore calo del gettito fiscale e di una contrazione del pil.

La via d’uscita ci sarebbe, e consisterebbe in un poderoso taglio fiscale, magari con una o due aliquote oscillanti tra il 15 ed il 20%. Esso, come dimostrano i dati delle nazioni che hanno applicato la flat tax, consentirebbe di ridare fiato all’economia, quindi al gettito fiscale ed infine all’occupazione.

Sarebbe una soluzione semplice, basterebbe avere il coraggio di portarla avanti e di far valere le proprie ragioni davanti ai tecnocrati di Bruxelles. Responsabilità normali per chiunque ricopra il ruolo occupato attualmente dall’ex sindaco di Firenze. A patto di averne la capacità.

Autore: Luca Campolongo / Fonti primarie: IlSole24ore, ItaliaOggi, http://www.pmi.it /Fonte: ilnord.it        fonte: www.ecplanet.com

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