Sbarchi: L’italia implora, l’europa se ne frega

 I migranti arrivati dalla Libia l’Italia se li deve tenere. E tacere. Londra e Berlino possono invece studiare nuove leggi che permetteranno l’espulsione forzata dei cittadini europei rimasti senza lavoro per più di tre mesi.

Leggi inflessibili che consentiranno ai “bobbies” londinesi di rispedire a casa un italiano rimasto per più di dodici settimane nel Regno Unito. E ai poliziotti italiani di far lo stesso con un disoccupato tedesco in viaggio per l’Italia da più di un trimestre. Rispedire al mittente gli immigrati extracomunitari resterà invece un inaffrontabile tabù.

La paradossale prospettiva è un’altra conseguenza delle schizofrenie europee e dal ruolo irrilevante giocato a Bruxelles dai governi italiani. Per capirlo basta leggersi l’articolo del quotidiano britannico Daily Mail dello scorso 28 marzo in cui si saluta l’intesa raggiunta da Angela Merkel e David Cameron per introdurre una nuova legislazione europea che consenta l’espulsione, come si legge nel titolo, degli “immigranti europei disoccupati”. Dietro l’intesa sollecitata da Cameron si nascondono le preoccupazioni politiche di un premier alle prese con la rabbia dei disoccupati britannici licenziati per far posto ai lavoratori a basso costo in arrivo dalle frontiere orientali dell’Unione Europea. L’intesa, pretesa da Cameron per evitare una devastante emorragia di voti alle prossime elezioni europee e gentilmente concessa da una Merkel preoccupata da un addio inglese a Bruxelles, si estenderà naturalmente a tutti i paesi dell’Unione. “Cameron lavorerà ad un piano per deportare gli immigranti illegali che non riescono a trovare un lavoro. Ma i piani tedeschi – spiega il Daily Mail – andranno oltre dando agli stati membri il diritto di buttare fuori chi non lavora. Le proposte sono la prova – ha detto Cameron – di come i principali leader europei si stiano rendendo conto della necessità d’imporre maggiori restrizioni alla libertà di movimento in Europa”.

Le proposte, in palese contraddizione con le politiche assai meno severe adottate per frenare l’immigrazione illegale extra europea, sono l’ennesima dimostrazione dell’indifferenza dei nostri partner europei sordi anche alle recenti implorazioni dei ministri del governo Renzi. L’ultima è quella del ministro della difesa Roberta Pinotti che ricorda come sia sbagliato lasciare solo all’Italia l’alto costo del flusso in crescita di clandestini. “Se è un problema europeo – dichiara il ministro – non si può pensare che sia solo l’Italia a farsene carico nel Mediterraneo. Mare Nostrum dà soccorso e sicurezza, l’Europa non scarichi i costi solo sull’Italia. Frontex stanzia complessivamente 7 milioni e noi, solo in un mese, ne spendiamo 9 per Mare Nostrum”. Una settimana prima il ministro dell’interno Angelino Alfano aveva ricordato alla Commissione Schengen come gli oltre 20mila migranti approdati in Italia dall’inizio dell’anno, a fronte dei 2500 dello stesso periodo di un anno fa, rappresentino un’emergenza senza precedenti, paragonabile a quella del 2011 quando primavere arabe e conflitto libico spinsero in Italia 62mila clandestini. Dopo aver snocciolato queste cifre e aver ricordato i 300mila euro al giorno (9 milioni di euro al mese) spesi dall’Italia per tener in piedi l’operazione Mare Nostrum il ministro aveva sollecitato un “indispensabile ulteriore concorso dell’Europa”.

Per valutare l’attenzione e l’interesse riservati dagli “amici” europei ad Alfano è bastato attendere il 17 aprile quando l’Europarlamento ha votato la nuova legge che vieterà ai paesi membri qualsiasi operazione di respingimento in alto mare dei clandestini. Grazie a quella legge nessuna guardia costiera europea potrà rimandare indietro le barche usate dai trafficanti di uomini, ma potrà soltanto “avvertire il natante e ordinargli di non entrare nelle acque territoriali di uno Stato membro”. Un voto scontato se si pensa alle critiche europee ad una politica dei respingimenti incapace di distinguere tra clandestini e migranti con diritto d’asilo. Un voto paradossale se si pensa a come nella stessa seduta, svoltasi 48 ore dopo l’appello di Alfano, il Parlamento europeo abbia tranquillamente ignorato quanto sta avvenendo sulle nostre coste. Del resto come dargli torto. Quando si trattò di varare l’operazione “Mare Nostrum” il governo Letta si guardò bene dal discutere con gli alleati europei un’equa ripartizione dei 19mila esseri umani salvati, ad oggi, dalle nostre navi. E così ora l’Europa non si fa problemi a lasciarci sia l’onere del salvataggio che quello del mantenimento. Tanto noi, a differenza di Cameron e degli inglesi, dall’Europa non ci muoviamo.

Tratto da: www.lintellettualedissidente.it

fonte di Gian Micalessin

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