Olli Rehn: l’esempio vivente di un burattino da oscar

Olli Rehn: l’esempio vivente di un burattino da oscar

Di Michele Perna

fonte http://www.openyoureyes91.com

Figura del teatro bilderberghino, caratteristica principale: perseveranza da “suddito” alla politica di austerità.

Olli Illmari Rehn, finlandese, classe 1962, giunto al Parlamento Europeo proprio nella “Commissione Prodi”, altro adepto del teatro bilderberghino.
Dal 2010, Rehn, è “Commissario europeo per gli affari economici e monetari“, figura che decide per responsabilità di ruolo, le sorti economiche italiane, in tutto ciò come ben dovete iniziare a concepire: NON E’ STATO ELETTO DA NESSUN CITTADINO!
Guarda un pò, un uomo legato al Club Bilderberg agli affari economici e monetari? Che coincidenza! Ah maledette teorie complottiste!

Bene, per far capire la posizione sull’Europa di Olli Rehn, riporto un suo intervento in un Vertice UE del Giugno 2012 dove egli afferma:
“La dimostrazione di un impegno politico degli Stati membri sarà il punto chiave per ripristinare la fiducia nella zona euro […] I cinque tasselli per fomentare la “crescita”, si ma la crescita di cosa? Di certo non daranno risollevamento alla situazione economica europea:

  1. Standard unico per i requisiti patrimoniali = [in parole povere,abolimento del ruolo e delle funzioni caratteristiche di uno Stato]
  2. Supervisione finanziaria integrata = [Risorse monetarie statali cedute “completamente” all’UE]
  3. Autorità unica per la risoluzione della crisi = [Stati Uniti d’Europa]
  4. Schema unico di garanzia dei depositi bancari = [Concentrando: una dittatura bancaria]
  5. Mutualizzazione del debito = [un debito non dei cittadini, ma creato da chi manovra queste stesse parole di Olli Rehn]

Ecco un’immagine molto chiara di come agiscono e pensano, gli enti sovranazionali:
“Tutto accade tramite la finanza, non vi è altro mezzo così rapido e diretto!”

Schema nascita UE

 
Continuando sulla linea di pensiero di Rehn, ieri a Bruxelles ha esposto la sua visione riguardo l’UE e soprattutto dando attenzione a specifici stati tra cui la nostra Italia.
Rehn incita Renzi ad aumentare l’occupazione e il solito fumo negli occhi, avvertendo Italia,Francia e Spagna di redigere un progetto di stabilità che sarà poi destinato al vaglio della Commissione da lui rappresentata.

Quindi, se uno più uno fa due, Renzi è stato posto al Governo da forze di cause bilderberghine e Rehn ha la sua visione d’Europa…stiamo facendo un altro passo in avanti verso la sconfitta del popolo e noi taciamo!

Video

Euro e manipolazione mediatica: è semplice, si fa così

– di Marcello Foa –

Le tecniche usate per influenzare l’opinione pubblica sono sofisticate. Lo scopo principale è quello di creare un “frame” ovvero una cornice mentale attraverso la quale ognuno di noi forma un giudizio su un determinato fatto. E’ un meccanismo naturale, anzi innato. Ogni giorno noi creiamo decine di “frames” ovvero giudizi sovente fugaci, quando entriamo in un negozio, quando conosciamo una persona, quando mangiamo in un ristorante eccetera.

Uno spin doctor. invece, mira a creare un “frame” collettivo dalla cornice molto spessa dunque radicato in maniera profonda nel subconscio collettivo riguardo all’argomento che gli interessa.

E’ facile formare un frame su un tema che il pubblico non conosce bene. Ad esempio, la crisi in Ucraina dove il confine tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra buoni e cattivi è stato tracciato con notevole disinvoltura e un certo successo in un’opinione pubblica occidentale che mai si è occupata di questo Paese e che pertanto è facilmente suggestionabile.

Oppure associando il “frame” a un’emozione (pensate allo choc collettivo provocato dall’11 settembre) tanto più se suffragata da immagini, filmati che non hanno bisogno di spiegazioni parlano da sè. O da valori assoluti, indiscutibili, nobili come quelli creati per un ventennio attorno all’euro. Che cosa ci hanno raccontato dalla metà degli anni Novanta? Che era nell’interesse dei popoli europei, che avrebbe accresciuto la ricchezza di tutti, che avrebbe portato l’Italia sui livelli della Germania, che avrebbe promosso l’uguglianza dei popoli, il benessere di tutti, garantito la pace in Europa, la fratellenaza la democrazia, la giustizia…

E ora che molti si accorgono di essere stati ingannati, gli spin doctor usano un “frame” potentissimo quello della paura. Paura dell’inflazione, della povertà, della disoccupazione, della punizione dei mercati finanziari, della benzina a 4 euro, della svalutazione del prezzo delle case, in genere del costo altissimo di una scelta irresponsabile come questa. Ed è un frame così forte che ha quasi sempre successo.

Guardate quel che è successo in Grecia, un Paese oggi in ginocchio, annichilito, impoverito come se fosse uscito da una guerra. E invece paga semplicemente il “dividendo” per essere rimasto nell’euro. Diciamola tutta: la Grecia avrebbe fatto meglio a uscire e a ricominciare dalla dracma. Così rischia di restare schiava per sempre. Ma al momento di dare la spallata finale, il popolo greco si è diviso in due. Quelli che hanno perso tutto sono scesi nelle strade, ma l’altra metà, coloro che hanno mantenuto un lavoro o che sono stati indotti a indebitarsi e dunque sono ricattabili, hanno avuto di perdere quel poco che hanno e si sono allineati ai voleri della Troika. Per paura, solo per paura.

Gli spin doctor hanno vinto due volte, prima e dopo. E nulla cambierà, in Europa, se chi si oppone all’euro non prenderà coscienza di queste tecniche, che vanno oltre la comunicazione e sfociano nella manipolazione sociale e si trasformano in una forma di governo, per quanto invisibile e mai dichiarato. Solo contrastandole con efficacia e consapevolezza, i popoli europei – a cui è stata tolta la possibilità di decidere sull’euro – potranno riprendere in mano il proprio destino. Altrimenti nuovi frame spegneranno i sussulti di libertà e di sana, democratica, legittima indignazione.

Grazie a Simone Curini qui sopra potete seguire il mio intervento, dal quale ripropongo alcuni punti.
fonte: informare per resistere

Sbarchi: L’italia implora, l’europa se ne frega

 I migranti arrivati dalla Libia l’Italia se li deve tenere. E tacere. Londra e Berlino possono invece studiare nuove leggi che permetteranno l’espulsione forzata dei cittadini europei rimasti senza lavoro per più di tre mesi.

Leggi inflessibili che consentiranno ai “bobbies” londinesi di rispedire a casa un italiano rimasto per più di dodici settimane nel Regno Unito. E ai poliziotti italiani di far lo stesso con un disoccupato tedesco in viaggio per l’Italia da più di un trimestre. Rispedire al mittente gli immigrati extracomunitari resterà invece un inaffrontabile tabù.

La paradossale prospettiva è un’altra conseguenza delle schizofrenie europee e dal ruolo irrilevante giocato a Bruxelles dai governi italiani. Per capirlo basta leggersi l’articolo del quotidiano britannico Daily Mail dello scorso 28 marzo in cui si saluta l’intesa raggiunta da Angela Merkel e David Cameron per introdurre una nuova legislazione europea che consenta l’espulsione, come si legge nel titolo, degli “immigranti europei disoccupati”. Dietro l’intesa sollecitata da Cameron si nascondono le preoccupazioni politiche di un premier alle prese con la rabbia dei disoccupati britannici licenziati per far posto ai lavoratori a basso costo in arrivo dalle frontiere orientali dell’Unione Europea. L’intesa, pretesa da Cameron per evitare una devastante emorragia di voti alle prossime elezioni europee e gentilmente concessa da una Merkel preoccupata da un addio inglese a Bruxelles, si estenderà naturalmente a tutti i paesi dell’Unione. “Cameron lavorerà ad un piano per deportare gli immigranti illegali che non riescono a trovare un lavoro. Ma i piani tedeschi – spiega il Daily Mail – andranno oltre dando agli stati membri il diritto di buttare fuori chi non lavora. Le proposte sono la prova – ha detto Cameron – di come i principali leader europei si stiano rendendo conto della necessità d’imporre maggiori restrizioni alla libertà di movimento in Europa”.

Le proposte, in palese contraddizione con le politiche assai meno severe adottate per frenare l’immigrazione illegale extra europea, sono l’ennesima dimostrazione dell’indifferenza dei nostri partner europei sordi anche alle recenti implorazioni dei ministri del governo Renzi. L’ultima è quella del ministro della difesa Roberta Pinotti che ricorda come sia sbagliato lasciare solo all’Italia l’alto costo del flusso in crescita di clandestini. “Se è un problema europeo – dichiara il ministro – non si può pensare che sia solo l’Italia a farsene carico nel Mediterraneo. Mare Nostrum dà soccorso e sicurezza, l’Europa non scarichi i costi solo sull’Italia. Frontex stanzia complessivamente 7 milioni e noi, solo in un mese, ne spendiamo 9 per Mare Nostrum”. Una settimana prima il ministro dell’interno Angelino Alfano aveva ricordato alla Commissione Schengen come gli oltre 20mila migranti approdati in Italia dall’inizio dell’anno, a fronte dei 2500 dello stesso periodo di un anno fa, rappresentino un’emergenza senza precedenti, paragonabile a quella del 2011 quando primavere arabe e conflitto libico spinsero in Italia 62mila clandestini. Dopo aver snocciolato queste cifre e aver ricordato i 300mila euro al giorno (9 milioni di euro al mese) spesi dall’Italia per tener in piedi l’operazione Mare Nostrum il ministro aveva sollecitato un “indispensabile ulteriore concorso dell’Europa”.

Per valutare l’attenzione e l’interesse riservati dagli “amici” europei ad Alfano è bastato attendere il 17 aprile quando l’Europarlamento ha votato la nuova legge che vieterà ai paesi membri qualsiasi operazione di respingimento in alto mare dei clandestini. Grazie a quella legge nessuna guardia costiera europea potrà rimandare indietro le barche usate dai trafficanti di uomini, ma potrà soltanto “avvertire il natante e ordinargli di non entrare nelle acque territoriali di uno Stato membro”. Un voto scontato se si pensa alle critiche europee ad una politica dei respingimenti incapace di distinguere tra clandestini e migranti con diritto d’asilo. Un voto paradossale se si pensa a come nella stessa seduta, svoltasi 48 ore dopo l’appello di Alfano, il Parlamento europeo abbia tranquillamente ignorato quanto sta avvenendo sulle nostre coste. Del resto come dargli torto. Quando si trattò di varare l’operazione “Mare Nostrum” il governo Letta si guardò bene dal discutere con gli alleati europei un’equa ripartizione dei 19mila esseri umani salvati, ad oggi, dalle nostre navi. E così ora l’Europa non si fa problemi a lasciarci sia l’onere del salvataggio che quello del mantenimento. Tanto noi, a differenza di Cameron e degli inglesi, dall’Europa non ci muoviamo.

Tratto da: www.lintellettualedissidente.it

fonte di Gian Micalessin