Sintassi nel canto delle balene

I canti delle balene e il linguaggio dell'uomo sono simili fra loro. le balene hanno la loro sintassi, cioè un modo gerarchico per organizzare i loro canti

Il canto delle balene e il linguaggio dell’uomo sono molto più simili fra loro di quanto si possa pensare.

In particolare, secondo gli scienziati, condividono lo stesso tipo di struttura gerarchica.

Noi sappiamo che nel nostro modo di comunicare un testo è composto di paragrafi, a loro volta composti da frasi, composte da parole – spiegano gli studiosi – e lo stesso vale per le balene. In ogni sessione di canti, ci sono più canti, in ogni canto, più temi, in ogni tema più frasi e in ogni frase ci sono più unità.

Insomma anche le balene hanno la loro sintassi, cioè un modo gerarchico per organizzare i loro canti.

Per scoprirlo, sono stati registrati i canti delle Megaptera novaeangliae(1) al largo delle Isole Hawaii.

Per ricostruire la gerarchia sintattica i ricercatori hanno creato un programma al computer in grado di convertire piccoli tratti del canto delle balene in simboli matematici. A questo punto hanno analizzato la media di informazioni convertita per ciascun simbolo con una tecnica che riesce a quantificare la complessità e la struttura.

Secondo gli scienziati, per informazione in questo caso non si intende il significato, ma la complessità, la prevedibilità o l’imprevedibilità di un messaggio.

Dall’analisi è emerso non solo che i canti sono gerarchici ma anche che permettono la conversione di un bit di informazione al secondo. Nel caso degli esseri umani, il linguaggio genera 10 bit di informazioni per ogni parola. Il lavoro dei ricercatori però non permette ancora di capire quale sia il significato del canto delle balene, anche se nel caso delle megattere potrebbe essere un richiamo di accoppiamento.

Riferimenti:

(1) Megaptera novaeangliae

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Curare la cefalea con sostanze estratte dalle piante

Circa il 79% delle piante utilizzate nel passato hanno un'azione anti-infiammatoria e analgesica in grado di contrastare i meccanismi della cefalea

Il 79% delle piante hanno proprietà anti-infiammatorie e analgesiche per curare la cefalea

È quanto emerge da uno studio dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo e dell’Istituto di scienze neurologiche del Cnr sui rimedi vegetali usati nella medicina popolare tra il XIX e il XX secolo. Circa l’80%, alla luce delle attuali conoscenze farmacologiche, presenta componenti in grado di contrastare i meccanismi alla base del mal di testa. Il 40% di queste piante era in uso già da circa 2000 anni. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Ethnopharmacology.(1)

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la cefalea è tra i disturbi del sistema nervoso più diffusi, con conseguenti gravi problemi di salute e disabilità. I ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom-Cnr) e Istituto di scienze neurologiche (Isn-Cnr) – si sono interessati all’argomento con uno studio sui rimedi vegetali usati dalla medicina popolare italiana tra il XIX ed il XX secolo.

“Alla luce delle attuali conoscenze farmacologiche, circa il 79% delle piante utilizzate nel passato presenta metaboliti secondari (composti organici che non hanno una funzione diretta sulla crescita e lo sviluppo delle piante) con azione anti-infiammatoria e analgesica e comunque in grado di contrastare i meccanismi ritenuti alla base delle principali forme di cefalee”, spiega Giuseppe Tagarelli dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom-Cnr). “Componenti organici quali flavonoidi, terpenoidi, fenilpropanoidi sembrano poter bloccare, in vivo, i mediatori chimici coinvolti nell’insorgenza delle cefalee.

Ad esempio, i diterpeni estratti dal girasole, dal sambuco e dall’artemisia agiscono sulle cavie come i FANS, i farmaci antiinfiammatori non steroidei che solitamente si assumono contro le cefalee, oltre che per ridurre lo stato infiammatorio in patologie articolari, reumatologiche e muscolo-scheletriche. Questi metaboliti secondari sono infatti in grado di bloccare la produzione degli enzimi che favoriscono la biosintesi delle prostaglandine, mediatori dell’infiammazione”.

Lo studio ha rivelato anche altro. “È stato evidenziato che circa il 42% delle piante utilizzate dalla medicina popolare italiana per la cura della cefalea era già in uso nel periodo tra il V secolo a.C. e il II d.C., come testimoniano Ippocrate, Plinio il Vecchio, Dioscoride, Galeno e Sereno Sammonico. Lo studio testimonia, dunque, uno straordinario trasferimento di conoscenze empiriche, per circa 2.000 anni”, aggiunge il ricercatore.

Un significativo bagaglio di sapere per lo sviluppo di nuovi farmaci. “Youyou Tu, Premio Nobel per la Medicina nel 2015, ha ‘riscoperto’ l’artemisina, estratta dall’Artemisia annua, pianta storicamente usata dalla medicina tradizionale cinese per la cura della malaria e oggi considerata la molecola più efficace per guarire da tale parassitosi”, conclude Tagarelli.

Scheda

Che cosa: studio su rimedi vegetali per contrastare la cefalea, articolo “Italian folk plant-based remedies to heal headache (XIX-XX century)”(1)

Chi: Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo e Istituto di scienze neurologiche

Per informazioni:

Ufficio Stampa Cnr

e-mail: ufficiostampa@cnr.it

Riferimenti:

(1) Italian folk plant-based remedies to heal headache (XIX-XX century)/p>

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La storia del riscaldamento globale in un video di soli 35 secondi

Il video mostra che le temperature di oltre 100 paesi stanno salendo sempre più in alto a causa del riscaldamento globale

Un nuovo video mostra il ritmo del riscaldamento globale per i paesi di tutto il mondo

Il 7 agosto 2017 Brian Kahn ha pubblicato questo articolo. E passato più di un anno. La situazione del riscaldamento globale è peggiorata e, per il futuro, è in ulteriore peggioramento. Quindi un articolo di 14 mesi fa attualissimo e futuristico che merita leggere con attenzione.

L’anno scorso (2016) si è verificata la spirale(1) della temperatura. Quest’anno, è il cerchio della temperatura a rendere cristallino il trend del riscaldamento globale.

Un nuovo video mostra il ritmo del riscaldamento globale per i paesi di tutto il mondo, dall’Afghanistan allo Zimbabwe. Le barre che rappresentano l’anomalia della temperatura media annuale di ogni paese aumentano e diminuiscono. È come guardare un battito cardiaco su un monitor.

Il video mostra che le temperature di oltre 100 paesi stanno salendo sempre più in alto a causa dell’aumento dell’inquinamento da carbonio.(2) Anche se ci sono alcune variazioni individuali su quanto sia caldo ogni anno, il segnale del cambiamento climatico è inconfondibile.

“Non ci sono singoli paesi che si distinguono chiaramente dal grafico”, ha dichiarato Antti Lipponen,(3) un fisico dell’Istituto meteorologico finlandese che ha realizzato la grafica. “Il riscaldamento è davvero globale, non locale”.

Mentre la spirale della temperatura mostra la temperatura media globale, l’animazione di Antti Lipponen utilizza i dati della NASA per mostrare i singoli paesi separati dalle regioni. Nessun paese è immune dall’aumento delle temperature, per non parlare degli altri impatti dei cambiamenti climatici.

È anche chiaro che il riscaldamento globale sta accelerando. Negli ultimi tre decenni (che iniziano intorno al segno dei 14 secondi nel video), le barre iniziano a spingere sempre più lontano dal centro. Gli anni più freschi del normale iniziano a diventare più rari e negli anni ’90 sono quasi completamente scomparsi.

Gli ultimi tre anni sono stati i più caldi mai registrati.(4) Alcuni paesi erano più di 2°C più caldi della linea di base del 1951-1980 utilizzata nel grafico. Questo li mette ben al di sopra del limite di riscaldamento sancito dall’accordo di Parigi,(5) che serve da avvertimento di quanto velocemente stiamo spingendo verso un nuovo modello climatico alterato.

Il mondo stesso ha toccato 1.5°C sopra i livelli preindustriali per alcuni mesi nel 2016.(6) Se il riscaldamento globale attraverserà permanentemente questa soglia, l’innalzamento dei mari probabilmente farà inghiottire dal basso i piccoli stati insulari, i coralli moriranno e le ondate di calore diventeranno più comuni e intense.

Tuttavia, i numeri da soli sono astratti. Anche tracciati su un grafico a linee, non riescono a trasmettere pienamente la traiettoria su cui ci troviamo. Antti Lipponen ha detto che ha realizzato l’animazione perché voleva creare un modello animato bello, chiaro e soprattutto informativo con lo scopo di trasmettere quell’informazione in un modo che le persone possano capire. Missione compiuta.

Riferimenti:

(1) See Earth’s Temperature Spiral Toward 2°C

(2) Carbon Dioxide Set an All-Time Monthly High

(3) Antti Lipponen

(4) 2016 Officially Declared Hottest Year on Record

(5) Landmark Paris Climate Pact to Take Effect in 30 Days

(6) Flirting with the 1.5°C Threshold

Autore: Edoardo Capuano  http://www.ecplanet.com